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Carloforte, nell’isola batte forte il cuore generoso

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Hobby, tradizioni e volontariato scandiscono le giornate dei carlofortini. Intanto l’Amministrazione comunale si mobilita per prevenire l’emergenza sanitaria e alimentare

di Nicolo Capriata

Tra timori e speranze, tra collaborazioni e solidarietà, molto vicini alla fratellanza. A Carloforte, gli isolani trascorrono le loro giornate agli “arresti domiciliari”. Ma è solo un modo dire perché si impegnano nella pulizia della casa, nel cucinare piatti e dolci particolari, nella lettura e a coltivare i propri hobby. Ma soprattutto a conversare sui social dove si possono ascoltare le diverse “Ave Maria” scritte in tabarchino da autori isolani (talvolta vengono cantate anche durante la Santa Messa) che sono diventate quasi virali. Come sicuramente virale è diventata una canzoncina sul coronavirus che si rifà agli antichi stornelli genovesi molto noti e cantati a Carloforte. In un momento così grigio un po’ di allegria non guasta, anzi ridà speranza e gioia di vivere. Ormai nessuno esce più, se non per necessità impellenti. Tant’è che dopo tanti richiami il Sindaco in una delle sue comunicazioni quotidiane che trasmette via streaming, TeleradioMaristella e Radio San Pietro, ha elogiato per questo comportamento i suoi concittadini pregandoli di continuare con questi atteggiamenti. Da due settimane sono giunti a Carloforte oltre 80 carlofortini per lo più marittimi, provenienti dopo un viaggio avventuroso, dalle più disparate parti del mondo e tutti si sono sottoposti, osservandola scrupolosamente alla quarantena. “Sessanta – ha comunicato Tore Puggioni – sono usciti indenni da questo isolamento. Speriamo bene anche per l’altra ventina”.
Intanto sul fronte della solidarietà è davvero commovente l’opera prestata dalle associazioni volontaristiche Lavoc e Croce Azzurra, sempre disponibili e presenti nel fronteggiare le molteplici emergenze. Ma forse la cosa che ha più toccato il cuore è stato il senso di partecipazione solidale che ha visto quasi tutta la comunità aderire alla sottoscrizione indetta dal Sindaco per comprare macchinari medici per le prime cure ed aiutare i bisognosi. Non si hanno ancora dati certi ma sembra che gli isolani abbiano accolto in gran numero l’invito. Come ha fatto intendere lo stesso Sindaco il quale, ha annunciato che la prossima settimana darà il resoconto delle adesioni. Altro invito dell’amministrazione è stato quello, quando si fa la spesa, di comprare anche un paio di confezioni in più, per consegnarle ai bisognosi. Intanto dopo le mascherine confezionate dalle sartine, arriveranno quanto prima 3000 mascherine seguite subito dopo “da un numero in quantità industriale”.
A parte il timore del coronavirus (quello c’è sempre) va quindi tutto bene? Non proprio. Dopo le veementi proteste di tutta la comunità e dell’Amministrazione con una lettera a Mattarella a Conte e naturalmente agli organi regionali, per il fatto che l’ambulanza attrezzata per il coronavirus chiamata per due casi sospetti non ha avuto il permesso della centrale operativa di giungere a Carloforte. Così in entrambi i casi i pazienti sono stati accompagnati a Portovesme, dove c’è stato il trasbordo nell’ambulanza adibita per il coronavirus. Tutto questo naturalmente con grande rischio di contagio per i volontari e per i sanitari. Dal Presidente della Regione e dall’Assessore alla Sanità non c’è stata ancora nessuna risposta ufficiale. Tuttavia si vocifera che in Regione stanno lavorando sul protocollo per ovviare a questa stortura. Speriamo bene, ma speriamo soprattutto che quel mezzo non possa servire mai.
A fronte di tutto questo c’è, come al solito, una cattiva notizia. Il governo dovrebbe erogare a Carloforte 43.000 euro per l’emergenza alimentare che sta colpendo numerose persone costrette a non lavorare, ma dei 4,3 miliardi annunciati da Conte il Comune non vedrà un centesimo, “anzi – ha sostenuto il Sindaco – per l’anno in corso si prevede una perdita per le nostre casse di circa 840.000 euro”. Perché tutto questo? “Per il principio – ha spiegato Tore Puggioni – che i comuni ritenuti più ricchi devono finanziare quelli più poveri. Carloforte per i contributi versati è al primo posto nella provincia del Sud Sardegna, al nono a livello regionale e al 107° posto sui 531 comuni che in ambito nazionale sono obbligati a rimpinguare le casse de comuni che se la passano meno bene. Non chiedo di non aiutare quelli che stanno peggio di noi – ha concluso Puggioni – Ma il governo deve trovare quanto prima una soluzione per i comuni che contribuiscono al Fondo di Solidarietà senza avere nulla in cambio”.

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