“Aladdin”, tanto divertimento ma poca magia nel rifacimento live action

Proseguono i remake live action dei classici cartoni animati della Disney, rifacimenti con attori in carne ed ossa che cercano di ricreare la magia dell’animazione con alterni risultati. Dopo “La Bella e la Bestia” ed il tenerissimo “Dumbo”, realizzato da un maestro come Tim Burton, questa volta è il turno di “Aladdin”, grandissimo successo del 1992, in cui la musica andava di pari passo con sequenze animate all’avanguardia. Un cartoon diventato iconico del nuovo corso della Disney negli anni ‘90, il cui remake con attori reali è stato affidato ad un regista come Guy Ritchie, la cui carriera a livello artistico prosegue tra alti e bassi e tra grandi produzioni e piccole opere indipendenti. Ritchie negli anni scorsi era riuscito a dare nuova linfa ad una saga come quella di Sherlock Holmes, trasportando il famoso detective in avventure post-moderne, nelle quali si mescolavano i generi, tra azione ed umorismo. Nel caso di “Aladdin” però, il suo stile adrenalinico ed ipercinetico pare come anestetizzato, e ridotto alla riproposizione degli elementi che hanno fatto la fortuna dell’opera originale. Le sovrastrutture produttive di casa Disney si dimostrano preponderanti, contribuendo alla realizzazione di un baraccone chiassoso e divertente, pensato soprattutto per il pubblico dei bambini, in un’ottica di intrattenimento per famiglie. La storia è conosciutissima: il giovane ladruncolo Aladdin, con l’aiuto del Genio, venuto fuori dalla lampada magica, combatte contro il malvagio Visir Jafar, per liberare il regno di Agrabah e conquistare il cuore della bella Jasmine. Rispetto al cartone animato del 1992, il film di Ritchie guadagna negli effetti speciali, realizzati in maniera magnifica, ma perde per quanto riguarda la magia che sapevano trasmettere i coloratissimi disegni di Al Hirschfeld. Aladdin e Jasmine sono portati in scena dai giovani e dinamici Mena Massoud e Naomi Scott, ma la parte più importante è riservata a Will Smith, nei panni del Genio della lampada, attore al quale sono riservati i siparietti più divertenti, apprezzati sia dai grandi che dai più piccoli.

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