Carbonia. Il nuovo libro dello studioso Carlo Panio

Dall’Enel alla Carbosulcis, un progetto minerario tradito

di Manolo Mureddu

La presentazione nella Fabbrica del Cinema di Serbariu

Se lo scopo di un libro d’inchiesta dev’essere quello di denunciare e raccontare un fatto, una situazione o in generale di fotografare un periodo storico che ha coinvolto persone, comunità umane e territori, stimolando tra i lettori la riflessione e la voglia di interrogarsi, bisogna dire che l’ultimo lavoro dello studioso, Carlo Panio, dal titolo: “Dall’Enel alla Carbosulcis – cinquant’anni di lotte operaie, sindacali e politiche per un progetto minerario tradito o inattuabile”, edito da Carlo Delfino, ha assolto pienamente al proprio compito.

Prova ne è stata l’interessante quanto articolata discussione scaturita venerdì 5 aprile nella sala riunioni della “Fabbrica del Cinema” alla Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, quando il suo volume è stato presentato alla presenza di una qualificatissima schiera di relatori e a un pubblico interessato. A supportare l’autore nella sua illustrazione, oltre al giornalista di Videolina Luca Gentile, erano presenti svariati protagonisti locali dell’epopea minerario-industriale del novecento, come l’ex sindacalista Mario Zara, oggi presidente dell’associazione Amici della Miniera, Salvatore Cherchi, in passato senatore della Repubblica e oggi Coordinatore del Piano Sulcis, l’ex manager Enrico Manca, l’attuale ad della Carbosulcis Antonio Martini, e il docente universitario Raffaele Cotza, tutti coadiuvati da altri protagonisti attuali della società sarda come il presidente regionale di Confindustria, Alberto Scanu, la Sindaca di Carbonia Paola Massidda e l’assessora alla cultura, Sabrina Sabiu, il direttore dell’Umanitaria, Paolo Serra, ma anche uomini impegnati nella preservazione del patrimonio storico della città e del territorio come Enea Casti, dell’associazione Storia e Radici.

Lo schietto e appassionato confronto tra i presenti è stato di sicuro stimolato dal coraggioso e pragmatico approccio utilizzato da Panio nel raccontare il passaggio dall’Enel alla Carbosulcis e le successive travagliate fasi della vita della miniera fino a quello che per molti è stato, a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000, il tradimento di un progetto che avrebbe ancora potuto rappresentare un importante modello di sviluppo per il territorio, ma che per altri è stata semplicemente la decretazione finale della sua inattuabilità.

Posizioni divergenti effettivamente emerse nel dibattito tra coloro che, attualizzando l’esperienza della Carbosulcis, hanno affermato che ancora oggi il carbone rappresenta un elemento insostituibile per la ripartenza e il consolidamento del settore industriale nell’isola e chi, invece, preferirebbe un modello di sviluppo economico orientato al futuro e maggiormente coerente con le vocazioni naturali del territorio.

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, n° 14 del 14 aprile 2019

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