Al museo con le antiche confraternite

Iglesias. Nel mese di aprile il Museo diocesano ha ospitato una originale mostra dedicata ai sodalizi religiosi iglesienti

“Congregravit nos in unum”, antiche confraternite e Settimana Santa

di Giulia Loi

È “Congregavit nos in unum” il titolo della mostra allestita prima di Pasqua presso il Museo diocesano di Iglesias. Un titolo tratto dalla seconda strofa dell’antico inno “Ubi caritas et amor”, che viene intonato il Giovedì Santo al momento della lavanda dei piedi, che parla di un’esperienza aggregativa e di comunione, così come la nuova proposta espositiva inaugurata sabato 6 aprile e chiusa Sabato Santo. “È un percorso legato a una delle esperienze più belle della nostra città: quella della nascita e dell’azione delle confraternite” ha spiegato don Carlo Cani, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Iglesias.
Le Confraternite sono associazionismi che si regolarono dalla seconda metà del Cinquecento entro un quadro normativo e dottrinale successivo al concilio tridentino (1545-63), che aveva sottolineato l’importanza delle opere di carità e delle pratiche di penitenza corporale. La dottrina del concilio diede un nuovo impulso alle devozioni pubbliche, riconoscendo anche l’importanza delle processioni. Tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna molti laici, anche a Iglesias, si associarono con l’intento di fare penitenza, per espiare i propri peccati, conformandosi alle sofferenze della Passione di Cristo. Alle opere penitenziali, nel tempo, si affiancarono opere di carità.
Il nuovo percorso espositivo ha avuto una lunga storia alle spalle. “Tutto è cominciato nel 2017, quando insieme all’Archivio storico diocesano e la sua direttrice Licia Meloni, con un progetto di alternanza scuola-lavoro chiamato ’Il mestiere dello storico’ abbiamo avvicinato i giovani alla storia della città” ha spiegato Roberto Poletti, i cui studi sono culminati del libro “Le confraternite di Iglesias e i riti della Settimana Santa”, edito nel 2018. La mostra non è stata altro che la messa in pratica delle informazioni ritrovate, con l’esposizione di documenti che attestano l’esistenza delle confraternite, la ricostruzione dei loro abiti, gli oggetti loro appartenuti anche in funzione, soprattutto, della loro partecipazione alla Settimana Santa. Il percorso, pensato in senso cronologico, tratta le confraternite più antiche, limitandosi a quelle che hanno partecipato ai riti della Settimana Santa e che nel tempo hanno avuto una esistenza determinate nella società iglesiente, estinguendosi poi in momenti diversi.
Don Carlo Cani ha ringraziato l’Archivio Storico diocesano di Iglesias, la Biblioteca diocesana, il Museo – in particolare la direttrice Silvia Medde – e l’associazione ItinerArtis, ma anche tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato alla riuscita della mostra. Inoltre ha ringraziato l’Arciconfraternita del Santo Monte, unico sodalizio sopravvissuto e che si occupa dell’organizzazione della Settimana Santa iglesiente, che ha contribuito alla realizzazione del progetto, fornendo importanti documenti dal proprio archivio e un’antica statua del Cristo che cade sotto il peso della croce, proveniente dall’oratorio di San Marcello. “La collaborazione è molto importante” ha detto Don Cani “perchè fornire degli elementi in condivisione non annulla quella che è l’individualità di un ente, ma anzi crea un servizio per la società”. 
L’argomento delle confraternite è stato poi trattato in maniera ancora più approfondita l’11 e il 12 aprile, grazie a delle visite guidate fornite gratuitamente dall’associazione ItinerArtis, che hanno guidato i visitatori all’interno di alcune chiese cittadine che sono state le principali sedi dei sodalizi.

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Un particolare dell’allestimento al museo diocesano. Foto: Efisio Vacca

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 14 del 14 aprile 2019.

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