“A mano disarmata”, una giornalista contro la criminalità di Ostia

Lungo il litorale romano, esiste una città in cui il cancro della malavita ha invaso tutti i gangli della vita sociale e della società civile, contaminando le Istituzioni fino alla radice. La zona di Ostia, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, è diventata per il cinema e per la televisione una sorta di terra di nessuno, nella quale ambientare fatti e misfatti del nuovo noir in salsa capitolina. “Romanzo Criminale” e “Suburra” hanno aperto un’inquietante finestra sul malaffare che prolifera nell’ombra, tra traffici criminali e speculazioni edilizie, un tema al centro anche di “A mano disarmata”, il nuovo film di uno specialista come Claudio Bonivento, uscito nelle sale cinematografiche in questo inizio di stagione estiva. Il film ricostruisce minuziosamente la storia della giornalista Federica Angeli, autrice del libro omonimo che ha ispirato la pellicola, costretta a vivere sotto scorta per le minacce della mafia. Rispetto agli altri noir di ambientazione romana, il film di Bonivento, interpretato da una bravissima Claudia Gerini, ha il merito di utilizzare un punto di vista inedito, quello del giornalismo di impegno civile, attraverso il quale si rifugge qualsiasi epica del crimine, privilegiando l’asciutta rievocazione dei fatti. A tratti, guardando “A mano disarmata”, sembra di assistere ad un reportage, tanta è la cura nella ricostruzione ambientale e nell’analisi di fatti, dati e riferimenti. Una costruzione cinematografica ridotta al minimo, che rappresenta allo stesso tempo un pregio ed un difetto, facendo perdere buona parte del respiro drammatico di una vicenda che può essere vista come il contraltare reale degli eccessi presentati in forma di fiction da Stefano Sollima. Resta la bontà di un’operazione che si ricollega allo storico filone dei film di impegno civile, sulla scia delle opere di Petri e Rosi, pellicole nelle quali spesso persone comuni si trovavano a compiere atti straordinari, un po’ come è successo a Federica Angeli, una donna sola, capace con la sua penna di colpire duramente la criminalità organizzata che prosperava ad Ostia.

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