Tre anni e mezzo di amministrazione Gariazzo: cosa resterà?

di Miriam Cappa

15 gennaio 2017

Mancano circa 18 mesi alla fine del mandato dell’amministrazione guidata da Emilio Gariazzo: cosa resterà? Secondo il sindaco di Iglesias i primi tre anni e mezzo al Centro direzionale sono serviti per seminare e ricostruire anche quei rapporti diplomatici nel territorio che la città avrebbe perso, indebolita da due commissariamenti quasi consecutivi.

Ora si sono rifondate relazioni stabili sia con enti come Igea (con la quale il Comune è in trattative per la cessione di beni minerari e siti come Porto Flavia), Parco geominerario (che da quando Gariazzo ha assunto la presidenza della Comunità è quasi arrivato alla riforma che dovrebbe farlo funzionare) o gli altri Municipi del territorio con i quali si sono stretti patti come quello della Fondazione per il cammino di Santa Barbara.

L’altro fronte è la Regione: procede l’iter per la costruzione di Puc e bando internazionale da 40 milioni di euro per le bonifiche mentre sono stati salvati (e sono immeritamente spendibili) i fondi della legge 37. Stanno partendo diversi progetti che vanno dalle manutenzioni a programmi più ampi turistici, museali o informatici. All’interno delle mura ci sarebbe anche un fermento culturale “mai visto”: il suo vice Simone Franceschi, assessore tecnico e insegnante di religione dalle 7 deleghe fino al rimpasto di Giunta, solo dall’ultimo bilancio ha speso per manifestazione 600 mila euro, “stessa cifra – ha rilevato più volte in aula Vito Didaci (Gruppo misto) – spostata dagli utili della società in house Iglesias servizi”. C’è stata un’impennata di spettacoli, sono stati sdoganati eventi come le kermesse delle drag queen da piazza Sella al palco del teatro Electra, sono arrivate carnevali estivi, sagre come Primavera Sulcitana (famosa per il vitello arrostito alle spalle del monumento a Quintino Sella), rinforzate collaborazioni con le associazioni “vero motore della città”, volontariato, biblioteche, archivio storico e sta lavorando per creare “Iglesias come destinazione appetibile per i turisti” (con un’équipe guidata dall’esperta in comunicazione ed ex assessore a Cagliari Barbara Argiolas).

Un lavoro che ha richiesto sangue: i partiti, che all’inizio avevano firmato una delega in bianco al sindaco per la scelta della Giunta, hanno strategicamente rivendicato il loro ruolo in vista del prossimo traguardo elettorale. Assessori come Alessandra Ferrara e Melania Meo si sono dimessi, alleati come Cas@glesias e Pci sono passati all’opposizione: la maggioranza ora si basa su un solo voto, per questo le convocazioni dei Consigli sono condizionate dagli impegni dei singoli consiglieri di centrosinistra; lo stesso sindaco ha dovuto decidere di aderire a un gruppo del consiglio per ristabilire i numeri nelle commissioni.

La macchina amministrativa è inceppata. Le commissioni (di cui tre sono presiedute dalla minoranza), per un repentino cambiamento del tradizionale iter del regolamento dei matrimoni civili, erano bloccate per mesi fino a quando non si è emendato lo Statuto comunale con una nuova norma che ha complicato la questione. La maggioranza numerica non rispecchia più quella reale. Gariazzo ha dovuto aderire a un gruppo consiliare e sono passati altri mesi per capire se e come contare la sua mano alzata.

Situazione ancora più aggrovigliata dai rapporti non distesi con il segretario generale a cui recentemente è stato revocato il mandato.

Non troppa anche la voglia di incontrare il pubblico a discapito degli impegni di democrazia partecipata presi in campagna elettorale. In commissione è danno erariale ascoltare ufficialmente i cittadini, nessuno del Centrosinistra si è presentato in aula alla seduta chiesta dagli avversari per discutere dello stato della città. Gian Marco Eltrudis (Piazza Sella) ha parlato “di totale assenza di un valido progetto politico. Dopo avere azzerato tutti i servizi fondamentali a cominciare dalla Sanità, dopo essersi rivelati meri esattori dissanguando i cittadini con l’aumento delle tasse comunali, l’amministrazione manca di rispetto alla città mortificandola con questo atteggiamento”.

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