Addio a Franco Sar, monumento dello sport minerario

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Il decatleta del G.S. Monteponi partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960 e Tokyo 1964

di Giampaolo Atzei

C’è stato un tempo in cui le miniere hanno offerto a questa terra non solo lavoro e fatica, sudore e lotta. Dal bacino metallifero dell’Iglesiente, da Monteponi a Montevecchio e alla fonderia di San Gavino Monreale, sino a quello carbonifero centrato su Carbonia, per quanto il sistema industriale ha retto, ad esso si è accompagnato un impegno aziendale nella pratica delle attività sportive, condotta essenzialmente grazie al dopolavoro, che ha regalato pagine indimenticabili nella memoria collettiva. Per molti, lo sport di miniera è stato solo calcio, con le glorie leggendarie della Carbosarda che sfiorò la Serie B e la Quarta Serie di Monteponi e Montevecchio. In realtà, assieme al calcio e anche più del calcio, nella realtà particolare di Iglesias l’atletica fu la vera regina dello sport. Forte di una tradizione che risale almeno al 1925 come Gruppo Sportivo Monteponi, ma che affondava le radici nella storia della Jolao fondata nel 1904, l’atletica mineraria raggiunse nel secondo dopoguerra grandi e nuovi risultati, che inseriscono a pieno titolo il sodalizio monteponino nel novero più prezioso della storia dello sport sardo.
GSMonteponi (2)Senza fare un torto ai tanti atleti che il Gruppo Sportivo Monteponi ha espresso, una figura come quella di Franco Sar rimane però unica. È stato uno dei più grandi interpreti italiani del decathlon, dominatore dal 1958 al 1965 della scena nazionale della categoria. Partecipò alla struggente Olimpiade di Roma nel 1960 ed a quella di Tokio nel 1964, classificandosi rispettivamente al sesto e tredicesimo posto del decathlon. Il suo primato italiano stabilito ai Giochi del 1960 con 7.195 punti, quando ancora faceva parte della squadra iglesiente, è tuttora l’imbattuto record sardo. È stato un vero monumento dello sport minerario.
Franco Sar ci ha lasciato pochi giorni fa: a quasi 85 anni, è morto nella notte di domenica 30 settembre nella sua casa di Monza, dove viveva da tempo. Di famiglia friulana, era nato ad Arborea il 21 dicembre 1933, quando questa ancora si chiamava Mussolinia. Sar mosse i primi passi nell’atletica all’età di 19 anni, con la maglia del Monteponi, che vestì sino ai Giochi Olimpici di Roma 1960, in vista dei quali fu affidato alle cure di Sandro Calvesi, che lo condusse al sesto posto in una delle gare olimpiche più celebri della specialità. “La più bella, inattesa e lieta sorpresa di tutta l’Olimpiade atletica è stata forse per noi italiani la magnifica affermazione di Franco Sar nel decathlon” scrisse di lui il Corriere dello Sport.

Iniziò male quella gara, con un 11″4 nei 100 m., un 6,69 nel lungo ed un 13,89 nel peso, misure che erano al di sotto del suo standard. Poi però saltò 1,80 in alto e corse i 400 in 51”3, chiudendo il primo giorno al dodicesimo posto. Strepitosa fu la seconda giornata: 14”7 nei 110hs, 49,58 nel disco per ritrovarsi addirittura quarto. Difficile mantenere quella posizione, ma grazie al 3,80 nell’asta – suo primato personale – al 55,74 nel giavellotto e al 4’49”2 nei 1500, chiuse a 7.195 punti, sufficienti per il sesto posto e il record italiano. Si dice che quella fu la più bella gara di decathlon di sempre, tirata fino all’ultimo punto tra Rafer Johnson (USA) e Yang Chuan-Kwang (Taiwan). Un duello straordinario che Franco Sar ha poi raccontato così: “Ho visto parecchie Olimpiadi, ma non ho mai visto una lotta tanto accanita fino all’ultima gara e credo che quello di Roma sia stato il decathlon più entusiasmante e più forte della storia mondiale”.
Franco SarDopo i Giochi, la Sardegna gli fu inevitabilmente stretta: Sar approdò alla Snia Milano, dove proseguì il suo percorso di atleta, collezionando in carriera nove titoli nazionali, otto nel decathlon (ininterrottamente dal 1958 al 1965, con un primato personale di 7368 punti), e uno nell’asta (nel 1963), oltre a quindici presenze in Nazionale assoluta tra il 1959 e il 1966. Per lui, anche ben nove primati italiani assoluti nel decathlon, e uno nell’asta. Conclusa la carriera di atleta, fu impegnato a lungo come dirigente, prima alla Snia Milano poi all’Atletica 2000, sodalizio che aveva fondato e che portò ai vertici nazionali assoluti sul finire degli anni ’90. Attualmente ricopriva l’incarico di vicepresidente della società ABC Progetto Azzurri.

 

 

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