8xmille. L’oratorio di San Pio X

SPx Iglesias
Il cantiere del nuovo oratorio nella parrocchia San Pio X di Iglesias. Foto di Efisio Vacca

#sovvenireiglesias2018. Viaggio tra le opere in diocesi finanziate con l’8xmille

L’oratorio di san Pio X a Iglesias, per la Chiesa e la vita sociale cittadina

di Federico Matta

Tra le opere più considerevoli, che nel nostro territorio sono state finanziate dalla C.E.I. attraverso i fondi 8xmille destinati alla Chiesa Cattolica, va senz’altro messa in risalto la costruzione del nuovo oratorio della parrocchia di San Pio X a Iglesias. I lavori per la realizzazione dell’ampio edificio nell’area adiacente alla chiesa del quartiere Serra Perdosa sono iniziati nel 2016. In questi due anni, tutto è proseguito senza interruzione, tanto che il “ritrovo parrocchiale” si appresta a diventare a breve la sede delle innumerevoli iniziative sociali, che solitamente la comunità religiosa organizza.
“La storia del nuovo oratorio nasce nel 2009 – racconta il parroco di San Pio X, don Giorgio Fois – subito dopo il mio arrivo. Sino ad allora le attività dell’oratorio erano ospitate in un vecchio locale prefabbricato, ricevuto in parrocchia dalla società Torno, una delle imprese del sistema appalti, che tra la fine degli anni ’80 e i primi del ’90 eseguiva specifici lavori all’interno della miniera della Carbosulcis. Se non ricordo male, si trattava dell’impresa che realizzò la discenderia all’interno dei pozzi di Nuraxi Figus e quel prefabbricato era utilizzato come locale mensa per gli operai. Cessata l’attività in quel cantiere, anche con un contributo della curia, la parrocchia acquistò il prefabbricato, impegnando la comunità nella raccolta di fondi per la realizzazione del primo spazio idoneo alle attività oratoriali e pastorali”.
Image00004“Le esigenze della comunità parrocchiale, però, nel corso degli anni sono mutate radicalmente – continua don Giorgio – allora ho pensato bene, naturalmente con il consenso di tutti i collaboratori, di incominciare a intraprendere il progetto per l’edificazione di una nuova struttura, idonea alle necessità dell’oratorio e soprattutto, più confortevole per i giovani”.
L’iter per l’approvazione del progetto è durato ben quattro anni. L’area su cui sorge lo stabile, ubicata tra la chiesa e la scuola elementare del rione, è di proprietà del Comune di Iglesias. Si è dovuto, quindi, rinnovare il comodato d’uso del terreno e in seguito, ottenere, tramite una delibera della Giunta comunale, il così detto “diritto di superficie” per l’intero spazio adiacente la chiesa di Serra Perdosa. “Quest’ultima autorizzazione – aggiunge don Giorgio Fois – fortunatamente ci è stata concessa per 99 anni. Soltanto dopo aver ottenuto tutti i permessi, abbiamo potuto dare il via ai lavori. Ricordo ancora l’emozione, quando il 30 marzo di due anni fa, Papa Francesco ha benedetto la prima pietra. È stato come l’avverarsi di un sogno”. Un sogno che è diventato realtà grazie agli stanziamenti della Conferenza Episcopale Italiana e ai fondi 8xmille, ottenuti dall’indulgenza dei contribuenti italiani, attraverso la dichiarazione annuale dei redditi al fisco. Una realtà, che si sta concretizzando sempre di più, giorno per giorno, con l’avanzamento dei lavori e che prende forma con l’ultimazione dell’opera edilizia. “Il nuovo oratorio ha una superficie complessiva di 932 metri quadrati – prosegue il parroco di San Pio X – sistemato su due livelli. Il piano terra è costituito da un ampio salone, mentre il primo piano conta diverse stanze: il progetto è stato concepito tenendo conto delle esigenze e delle diverse problematiche, che possono sorgere con la gestione e lo svolgimento delle attività sociali. Queste non saranno solo destinate ai giovani o ai bambini – prosegue don Giorgio – vogliamo che nessuno sia escluso e che sia utilizzabile da tutti, programmando iniziative indirizzate anche agli adulti. Le aule del piano superiore, quasi sicuramente, saranno destinate anche per il Catechismo. Comunque, è rimandato in un secondo momento, la decisione di come organizzare nello specifico la vita dell’oratorio”.

Aru Carlo
Carlo Aru. Foto Federico Matta

Il costo dell’opera per il nuovo oratorio ammonta ad una spesa complessiva pari a € 932,749,12, di cui 700.000,00 messi dalla CEI grazie all’8xmille e € 200.000,00 di cofinanziamento della diocesi di Iglesias. “Una minima parte dell’importo – precisa don Giorgio – precisamente € 32.749,12, è invece a carico della parrocchia, una misura necessaria affinché la popolazione dia valore all’opera muraria. Come tutti sappiamo, quando una cosa è fatta con un nostro sacrificio economico, seppur minimo, mostriamo sempre più attenzione verso quel bene. È questo è utile anche per educare le persone ad avere più rispetto del patrimonio pubblico”.
Nel rione di Serra Perdosa abita circa un quarto dell’intera comunità iglesiente. Sarebbero, infatti, oltre 7mila i residenti. I fedeli dal canto loro, sono abbastanza attivi e formano attorno alla chiesa di San Pio X una comunità alquanto attiva. “Per far fronte a questo impegno economico – chiarisce Carlo Aru, del Consiglio affari economici della Parrocchia – abbiamo dato vita a una raccolta di contributi, confidando sulla generosità delle persone che vivono, non solo nel quartiere, ma in tutta la città. La quota di compartecipazione alle spese per la costruzione dell’oratorio, alla quale dobbiamo provvedere, è minima in confronto al resto dell’importo conferitoci dalla Chiesa Cattolica, ma nello stesso tempo importante per una normale comunità come la nostra. Per questo ci siamo organizzati in gruppi di sette o otto persone e ogni mese passiamo tra i nostri conoscenti per la questua. Le offerte vengono poi versate su un conto corrente bancario, che abbiamo aperto presso l’agenzia cittadina dell’Intesa San Paolo, solo ed esclusivamente per salvaguardare i fondi che riusciamo a raccogliere e che i donatori destinano alla costruzione del nuovo oratorio. Io ho l’incarico di coordinare i gruppi che provvedono al ritiro delle donazioni. Devo dire, che fortunatamente la generosità dei fedeli è tanta. Sono state organizzate anche altre iniziative, come la vendita di dolci e delle feste specifiche, sempre per finanziare il progetto. Anche in queste occasioni la popolazione, sempre nei limiti delle possibilità di ognuno dei partecipanti, ha risposto bene al nostro appello”.
Da un container a un immobile di quasi mille metri quadrati, dove i bambini, i giovani e i meno giovani, potranno finalmente riunirsi e frequentare l’Oratorio San Pio X, con una prospettiva pastorale e una visione della vita della parrocchia meno disagevole rispetto a quanto accaduto fino a ora. La struttura richiamerà senz’altro anche nuovi fedeli. Perché in un quartiere come Serra Perdosa, il nascente centro di aggregazione collettiva e religiosa riuscirà sicuramente a compensare anche l’insufficienza degli spazi di vita sociale, molto carenti nonostante l’elevato numero di residenti. D’altronde, l’8xmille permette di sostenere anche le forme di associazionismo, alla promozione delle attività sportive, di quelle ludiche e non solo, come molti sono convinti, solo all’aiuto delle persone indigenti e alle forme di carità in generale. E in questo senso, tenendo conto soprattutto delle esperienze acclamate negli anni passati, i riferimenti che possiamo trovare nel Sulcis Iglesiente sono veramente tanti.
Dando uno sguardo al cantiere dal retro della chiesa dedicata a San Pio X, possiamo notare che il grosso dei lavori è stato già eseguito. Per il completamento definitivo mancano giusto le ultime rifiniture e facendo una stima approssimativa, i tempi per l’attuazione di questi ultimi interventi, non dovrebbero allungarsi oltre i tre o quattro mesi. Anche la cifra necessaria per far fronte alle ultime spese, non dovrebbe essere particolarmente onerosa. E allora vale la pena chiedersi: quando sarà l’inaugurazione? “Contiamo di celebrare l’apertura la prossima Pasqua – risponde il parroco di Serra Perdosa – o comunque entro la primavera del 2019”. Tutti, comunque, attendono con ansia l’arrivo del giorno dell’apertura. “Si tratta del primo progetto che porto avanti grazie all’8xmille – conclude don Giorgio Fois – da quando nel 2003 sono stato ordinato sacerdote. La nostra comunità ha bisogno di questo nuovo spazio. Io, poi, lo devo a loro. Nove anni fa, quando sono stato assegnato a questa parrocchia, mi hanno riservato una magnifica accoglienza, che non dimenticherò mai. Siamo abbastanza affiatati, sia tra gli assidui collaboratori sia tra chi ci da una mano d’aiuto quando può. E posso garantire, che la voglia di fare è tantissima. Come Consiglio parrocchiale abbiamo tanti altri progetti, che vorremo portare avanti nel miglior modo possibile e avere operativa la nuova struttura è per noi indispensabile”.

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