8xmille. L’oratorio del Sacro Cuore

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Il cantiere del nuova struttura a servizio della parrocchia del Sacro Cuore a Iglesias, nel popolare rione delle Case Operaie. Foto di Efisio Vacca

#sovvenireiglesias2018. Viaggio tra le opere in diocesi finanziate con l’8xmille

Iglesias, un nuovo oratorio per la parrocchia del Sacro Cuore

di Giulia Loi

La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù sorge nel rione “Case Operaie” di Iglesias, in via Scarlatti. Si tratta di una piccola chiesa moderna, che nonostante le modeste dimensioni ha sempre ospitato una comunità numerosa e fedele. Gli spazi per la catechesi, per le riunioni, per tutte le attività parrocchiali, sono sempre stati pochi, ma fra non molto i parrocchiani potranno usufruire, grazie ai fondi 8xmille, di un nuovo oratorio posto a lato della chiesa e di alcune modifiche allo stesso edificio ecclesiastico. Ne abbiamo parlato con don Franco Pometti, che segue come amministratore parrocchiale la comunità del Sacro Cuore dal 2015, dopo la scomparsa di don Lino Melis. Ed è proprio dai tempi di don Lino, tra i successori dello storico parroco don Renzo Puxeddu, che si iniziava a parlare di lavori: l’idea iniziale era quella di costruire una grande e nuova chiesa parrocchiale. Idea scartata quasi immediatamente, sia per motivi economici – il Comune infatti non ha devoluto il denaro che avrebbe invece dichiarato di voler mettere a disposizione – ma anche pratici e logistici.
Image00007L’idea dell’oratorio invece è sembrata molto più utile e funzionale. Prima di tutto, ci spiega don Franco, per “garantire la sopravvivenza delle parrocchie, perché si è persa un’intera generazione di viceparroci” e l’oratorio rappresenta in ogni caso un punto d’incontro per le comunità. Don Franco ci spiega che un tempo c’erano preti sufficienti per gestire tutte le realtà parrocchiali, tanto che la parrocchia di San Paolo Apostolo, quando nacque negli anni ‘70 nella regione “Palmari” di Iglesias, non era altro che uno smembramento dalla parrocchia del Cuore Immacolato. Ora invece è raro che una parrocchia abbia un viceparroco: al momento l’unico vice è don Maurizio Mirai, che opera insieme a don Franco sia nella parrocchia di San Paolo che in quella del Sacro Cuore.
L’intervento complessivo per il nuovo oratorio è costato 600.000 euro, di cui 450.000 in carico alla CEI e 150.000 alla diocesi. Il nuovo edificio misura 230 mq complessivi ed è costruito su due livelli: comprende un salone di 85 mq al piano terra e al primo piano quattro aule catechistiche, grandi e luminose; è un edificio totalmente a norma e fruibile anche ai diversamente abili, dotato di ascensore e di sanitari adatti.
Anche la chiesa, grazie a questi finanziamenti, subirà un restauro: si passerà quindi dai 120 mq attuali a 156 mq. L’ingresso, che ora si trova in via Scarlatti ed è dotato di scale, sarà spostato a lato, accanto all’oratorio. Sarà quindi un accesso molto più pratico per anziani e per le carrozzine dei bambini.
Il progetto è stato realizzato in pochissimo tempo e l’impresa è stata velocissima, i lavori sono iniziati a metà gennaio 2018 e sarebbero dovuti essere già terminati; i ritardi, più che altro burocratici – dato che l’impianto elettrico e idrico sono ormai del tutto conclusi – faranno sì che il lavoro sia terminato entro ottobre. “È stato uno dei lavori più veloci tra quelli finanziati nella nostra diocesi dall’8xmille – ci racconta ancora don Franco – normalmente ci vogliono almeno tre anni, considerando che le imprese coinvolte spesso sono oberate di lavoro si trovano in affanno. Ma quella del Sacro Cuore è fortunatamente un’impresa solida e con parecchio personale”.
Le attività previste per questo oratorio, atteso da lungo tempo nella comunità parrocchiale, sono numerose: “Faremo alcune riunioni presso la parrocchia di San Paolo e altre nel nuovo oratorio” spiega ancora don Franco. “Sicuramente lo renderemo funzionale; sarà probabilmente coinvolta anche la parrocchia di Santa Barbara di Monteponi, che è senza struttura parrocchiale, perciò il nuovo oratorio ne supplirebbe la mancanza”.
Altra idea è quella di ospitare il mondo giovanile, ma non sarà facile. Questo lo sa bene don Franco, che ha iniziato la sua opera a San Paolo ormai più di quarant’anni fa: “Quando sono arrivato a Palmari non c’era assolutamente nulla, la chiesa era ospitata in una casa, è bastato niente per attorniarsi da un gruppo coeso di una cinquantina di giovani, rimasti fedeli alla parrocchia per tanti anni. Avevamo occupato dei locali al Centro Santa Barbara e quello era il nostro oratorio. Adesso è un po’ più difficile, sia per il salto generazionale che mi riguarda in prima persona, ma anche per i parroci più giovani come don Maurizio”.
Ora i giovani hanno tanti richiami, non solo quello della Chiesa, spesso anche sotto l’influenza dei genitori che li spingono verso diversi interessi; l’oratorio sarà aperto a svariate attività, dei giovani e meno giovani, così come rivelato anche dagli stessi parrocchiani, che ci hanno parlato delle loro impressioni e aspettative. Sandra Floris per esempio, come altre mamme, è contenta che i bambini possano finalmente avere un luogo in cui svolgere il catechismo in comodità e sicurezza. “I nostri figli hanno ricevuto tutti i sacramenti in questa parrocchia ed è giusto che possano svolgere le loro lezioni in luoghi che non siano angusti come quelli di cui si sono accontentati finora”. Le lezioni di catechismo venivano svolte nella casa parrocchiale, che non era per niente adatta ai bambini perché negli anni avrebbe avuto necessità di essere ristrutturata. All’interno ci sono delle piccole stanze a cui i bambini e i catechisti si sono dovuti adeguare, ma ora avranno uno spazio consono. “Questo oratorio permetterà ai bambini di svolgere le attività in locali belli e nuovi, con possibilità di intrattenersi con cineforum, doposcuola, varie attività legate al tempo libero e non necessariamente alla catechesi – continua Sandra – come mamma mi aspetto questo, dato che siamo sempre stati penalizzati dal fatto che i bambini non potessero avere dei luoghi per vivere dei momenti di gioco, di gioia e di lavoro”.
Alcuni parrocchiani della chiesa del Sacro Cuore di Gesù all'interno della chiesa (4)Giuseppe Attanasio, parrocchiano dal 2006, ha trovato nella parrocchia del Sacro Cuore un luogo accogliente e quasi una “cappella privata” come lui stesso l’ha definita. “La nostra parrocchia ha sempre voluto accogliere chiunque volesse condividere qualcosa, esprimere un parere e stare con noi. Non bisogna porre limiti di vicinanza nemmeno a chi ha una professione religiosa diversa – racconta Giuseppe – Lo scopo è di accogliere tutti. È già bello pensare che i bambini possano trovare un luogo di ritrovo, io stesso sono insegnante e perciò sarà bello anche accogliere i ragazzi più grandi”.
Concetti pienamente condivisi anche da altri parrocchiani che abbiamo incontrato nella chiesa di via Scarlatti, tra cui una parrocchiana storica come Bonaria Chessa, che frequenta la parrocchia dalla sua costituzione. È pensiero comune che il nuovo oratorio possa diventare un’occasione per coinvolgere intere famiglie e farle partecipare alle attività: è fondamentale infatti che i genitori collaborino fra di loro e che ci siano sempre persone disposte a rendersi disponibili in uno spirito di comunione e impegno, ci dicono tutti. Altre idee puntano alla socializzazione anche al di fuori della pura catechesi, come ad esempio ci racconta Liviana Congia, proveniente dalla parrocchia di Santa Barbara di Monteponi, che vorrebbe istituire un corso di macramè, sostenuta anche dalla parrocchiana Teresa Pintore. Le due fedeli pensano che possa essere non solo un’opportunità per imparare un’arte particolare e antica ma anche per insegnarla a madri e figlie, che possono frequentare il corso insieme, scoprendo un impegno comune in un oratorio utilizzato per fini ricreativi.
Claudia Meloni, che dal 2010 è catechista dei bambini dai 5 anni in su, ci tiene invece a sottolineare quanto tutti i fedeli siano felici di avere questo nuovo spazio, per accogliere bambini ma anche famiglie, “perché le famiglie ora hanno tanto bisogno di Gesù”. “A noi interessa coinvolgere bambini, giovani, adulti. Ci rivolgiamo a persone nuove, a famiglie che si impegnano, per garantire la presenza e la sicurezza, che si riesca a seguire la catechesi e gli incontri. E le nuove attività devono adeguarsi ai tempi che viviamo, sempre con lo stesso spirito” conclude Giuseppe Attanasio.
Grazie al nuovo oratorio, per la comunità delle Case Operaie un obiettivo importante rimane quello dell’unione: al di là della catechesi, delle riunioni e dei corsi di cucito, ciò che preme e che si uniscano le famiglie, le idee, le persone. I fedeli del Sacro Cuore sperano che grazie a quest’opera condotta in porto con l’8xmille cresca la comunione e la fraternità tra famiglie, aprendosi alla realtà cittadina, ben oltre i confini parrocchiali.

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