8xmille. Cristo Re, nel cuore di Carbonia

Parrocchia Cristo Re

#sovvenireiglesias2018. Viaggio tra le opere in diocesi finanziate con l’8xmille

La parrocchia di Cristo Re, fede e impegno nel cuore di Carbonia

di Federico Matta

La sua funzionalità si è rivelata fondamentale per la crescita della comunità parrocchiale. In oltre quindici anni, infatti, l’oratorio della parrocchia Cristo Re di Carbonia continua ininterrottamente ad accogliere attività pastorali e ricreative che riscuotono un gran successo e richiamano centinaia di fedeli. Non solo bambini, ma anche giovani e meno giovani. Persone di tutte le età, insomma. D’altronde nel circondario, tra i palazzoni popolari attorno a piazza Iglesias e la vicina zona residenziale di Santa Caterina, vivono oltre cinquemila abitanti, circa un quarto del totale dei residenti nella città mineraria. “In un quartiere come il nostro, disporre di un oratorio funzionale è indispensabile per la vita della parrocchia”, afferma don Massimiliano Congia, che dal 2014 è il parroco di Cristo Re. “Non a caso – aggiunge – sono diverse le attività che svolgiamo al suo interno, cosi come sono differenti gli usi, ma sempre per fini sociali, per i quali la struttura è adoperata. Diciamo, usando termini semplici, che diamo la possibilità a un cristiano di intraprendere un cammino di fede differente, grazie alla presenza delle diverse associazioni presenti all’interno dell’organizzazione della parrocchia”. L’edificio, annesso alla chiesa, è stato edificato sul finire degli anni ’90, assieme all’adiacente casa parrocchiale. L’intervento strutturale, eseguito sotto la supervisione dell’allora parroco don Alfredo Tocco, che nella città mineraria fondò la circoscrizione ecclesiastica del Cristo Re e la guidò per oltre quarant’anni, fu indispensabile perché all’epoca non era presente nelle vicinanze la casa parrocchiale e “per molto tempo – spiega il parroco – don Tocco dovette risiedere nel rione di Serbariu”. L’opera costò complessivamente 731 milioni di lire, 460 dei quali finanziati dalla C.E.I. con i fondi 8xmille per l’esercizio 1998. “L’intervento permesso dai fondi dell’8xmille da subito ha dato i suoi frutti – prosegue don Massimiliano – soprattutto se si tiene conto dell’azione del gruppo parrocchiale nel contrasto alle estreme povertà e nella solidarietà verso chi sta attraversando momenti di difficoltà, magari per problemi legati alla propria salute, oppure per motivi strettamente spirituali”.
“Fortunatamente la vita della parrocchia da parte dei fedeli è abbastanza partecipata – assicura don Congia – Questo ci consente di portare avanti numerose iniziative, che solitamente realizziamo attraverso la Caritas Parrocchiale, l’Azione Cattolica, il Gruppo Scout e la Polisportiva Cristo Re. Tutte le associazioni trovano il loro spazio nei locali dell’Oratorio, costruito tempo fa con le donazioni a favore della C.E.I. e all’indulgenza della nostra diocesi. Ricordo, che la nostra sede funge anche da Centro unico per la Caritas, essendo io il responsabile cittadino di tutti i centri Caritas parrocchiali di Carbonia”. E sul versante della solidarietà e dell’assistenza ai poveri, sarebbero circa una sessantina le famiglie sostenute dalla chiesa del Cristo Re di Carbonia. “Sono tutti figli della crisi – spiega la responsabile Rosanna Arceri – privi oltretutto dei requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali. Si tratta di famiglie che stanno più di altri risentendo del dramma della disoccupazione e delle conseguenze, dovute alla chiusura delle realtà industriali del territorio. Di recente abbiamo organizzato una colletta alimentare, incentrata prevalentemente sugli alimenti essenziali ai bambini, sempre più bisognosi di aiuto rispetto agli adulti. Fortunatamente la comunità ha risposto bene al nostro appello. Il prossimo 3 novembre – annuncia Rosanna – assieme alle altre sei parrocchie di Carbonia, daremo vita a un’altra colletta alimentare. Speriamo che la popolazione risponda altrettanto bene anche a questo nostro ulteriore richiamo alla solidarietà. È importante verso chi veramente sta soffrendo a causa della povertà”.
E dei buoni e validi principi della vita sociale, se ne occupa in parrocchia anche l’Azione Cattolica. “Fanno parte di questo gruppo una quarantina di giovani – dichiara Verdiana Pibia, tra i parrocchiani più attivi in AC, di cui è pure presidente diocesana – suddivisi in archi di età che vanno dai 6 agli 8 anni, dai 9 agli 11 e dai 12 ai 14 anni. Poi ci sono gli adulti. Fortunatamente il numero dei partecipanti alle attività è sempre crescente”. All’interno della struttura, finanziata in parte con i fondi 8xmille, come d’altronde non poteva non essere, alcune aule sono a disposizione delle tre catechiste. Nel resto dei limiti, che circondano il perimetro della chiesa e più precisamente accanto al cancello di accesso al cortile interno, si trova un non molto spazioso prefabbricato. Fu donato dalla Fondazione Alcoa nel 2002 e da allora rappresenta la sede del Gruppo Scout Agesci. “Almeno, quella dove riponiamo tutta la nostra attrezzatura – precisa Matteo Fenu, tra i capi scout – perché le altre attività interne sono spesso organizzate nell’oratorio. Come la festa che stiamo predisponendo, col fine di raccogliere dei fondi, che saranno destinati al finanziamento della partecipazione di due nostre scout al Raduno mondiale, che si disputerà il prossimo negli Stati Uniti, in una località della West Virginia. Per il resto, il nostro gruppo è composto da ben 97 persone e tutte le attività si basano su tre pilastri fondamentali, ovvero, su una scelta di fede, su una scelta politica, sempre a servizio del prossimo, e su una scelta propriamente detta degli scout, con la vita all’area aperta in simbiosi col Creato”.
Con Marco SelvaggioSpesso il percorso di fede, soprattutto tra i più piccoli, è intrapreso attraverso lo sport, che da sempre si è dimostrato, oltretutto, un ottimo basamento per una solida educazione, anche sotto il profilo della salute. Nella parte sovrastante la parrocchia del Cristo Re non poteva mancare il campo da calcio, dotato di manto sintetico e di tutte le strutture annesse, per favorire una migliore integrazione dei piccoli calciatori nell’ambiente calcistico. “L’impianto sportivo – chiarisce subito don Massimiliano – non è stato realizzato con i fondi che suo tempo furono destinati alla costruzione dell’oratorio e della casa parrocchiale, ma grazie ad altre forme di finanziamento. Nel 2016 abbiamo costituito una polisportiva, regolarmente registrata con atto costitutivo, che gestisce la struttura con iniziative prevalentemente incentrate sul calcio a sette. Il suo nome è Asd Cristo Re”. Il presidente dell’associazione sportiva è don Massimiliano, naturalmente. L’allenatore della squadra di calcio, invece, è Marco Selvaggio (nella foto sopra con il parroco). “Per il momento non partecipiamo a nessun campionato agonistico – spiega il tecnico sportivo – anche se gran parte dell’attività è destinata ai primi calci del pallone. Lo spirito con il quale portiamo avanti le nostre iniziative è comunque solo dilettantistico. Frequentano la nostra polisportiva diversi bambini, anche se vorremo coinvolgerne di più. Vorremo attirarne di più, anche se in un rione popolare, dove ci sono numerose famiglie non abbienti, ciò diventa sempre più difficile. Ma noi non ci scoraggiamo e continuiamo ad andare avanti, cercando di indirizzare il maggior numero di giovani verso questo meraviglioso sport come il calcio”.
Una comunità parrocchiale felice ed entusiasta di aiutare il prossimo, sempre con uno straordinario spirito di fede, che la contraddistingue su tutte le iniziative sociali e favorito in un certo senso, anche dalla ampia struttura costruita grazie alle donazioni dei contribuenti, per mezzo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, con l’annuale dichiarazione dei redditi. Senza l’efficiente oratorio e la residenza nella chiesa del parroco, i fedeli del Cristo Re di Carbonia avrebbero senz’altro portato avanti i loro percorsi di fede, ma in maniera più difficoltosa e scontrandosi con le tantissime problematiche che condizionano l’importante azione sociale e di solidarietà da loro praticata. “Di progetti per il futuro ne abbiamo tanti – conclude don Massimiliano – anche se tra le priorità c’è sempre l’assistenza alle famiglie bisognose. Ci teniamo in particolar modo, purtroppo tra le case della comunità parrocchiale ne abbiamo tante. La nostra missione è sempre rivolta verso di loro e in particolare verso i bambini, che nonostante la loro giovanissima età sono costretti a patire forti disagi. Andiamo avanti percorrendo la nostra strada, consapevoli di tutte le difficoltà ma desiderosi di fare del nostro meglio”.

Con gli Scout

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