Fluminimaggiore, il coraggio della qualità

Fluminimaggiore 2

Il progetto del Comune per uscire dalla crisi. “Recuperiamo le case sfitte e creiamo lavoro dalla residenza nel paese con la presenza di facoltosi pensionati”

Fluminimaggiore, il lavoro può nascere dall’ospitalità 

di Federico Matta

Pubblicato su Sulcis Iglesiente Oggi, n° 35 del 14 ottobre 2018

Creare una comunità aperta e dare modo a chi percepisce una pensione medio-alta di trascorrere il resto della propria esistenza in infinita tranquillità. Vivere in una piccola cittadina, dove i confort e l’assistenza di cui un pensionato ha bisogno sono sempre garantiti e dove l’ambiente incontaminato fa la differenza, oltre a rappresentare un valore aggiunto nell’offerta dell’ospitalità diffusa, verso chi decide di risiedere in un paese tranquillo del Sulcis Iglesiente. Una scelta, quella di abitare nella nostra terra, magari decisa da una copia di facoltosi coniugi del Nord Italia e della quale potrà giovarne, grazie alle ragionevoli ricadute economiche, anche la popolazione del paese ospitante. Perché, se in alcuni centri dell’entroterra sardo si è pensato di contrastare il fenomeno dello spopolamento con l’alienazione delle abitazioni sfitte per pochi euro, nelle intenzioni degli amministratori comunali di Fluminimaggiore, col fine di bloccare l’immigrazione dei giovani e rilanciare il territorio, c’è molto di più. Si vuole, infatti, dar vita a una sorta di “albergo diffuso”, dando la possibilità agli ospiti di alloggiare per parecchi anni, prendendo in affitto l’immobile e sino a quando lo riterranno opportuno. I servizi e non solo quelli ritenuti indispensabili, saranno poi garantiti costantemente e come si direbbe in questi casi, “offerti a chilometro zero” e naturalmente eseguiti da personale specializzato su ogni essenziale settore, tanto da creare una complessa attività economica, che potrebbe aumentare in maniera esponenziale il reddito dei proprietari delle case sfitte, degli artigiani e dei commercianti locali. Ma soprattutto, consentirebbe di generare centinaia di posti di lavoro.
Corrias 1“Premetto, che non vogliamo di certo trasformarci in una comunità di affittacamere – precisa Marco Corrias, sindaco di Fluminimaggiore (nella foto) – e neanche in una struttura per l’assistenza sanitaria agli anziani. Solamente vogliamo attirare i ricchi pensionati, italiani e nordeuropei, non come turisti ma come residenti, sfruttando la miriade di case sfitte presenti nell’abitato del paese. Da un’analisi eseguita nei primi giorni d’insediamento della nostra amministrazione comunale, abbiamo potuto constatare che quest’ultime sarebbero oltre un centinaio: perché non restaurarle adeguatamente e consentire a una coppia o a massimo quattro persone, di abitarci nella massima tranquillità? Inoltre – aggiunge il primo cittadino – noi abbiamo un clima mite, un mare straordinario che dista pochi chilometri dall’abitato e delle montagne verdi, rigogliose di boschi, che unite alla presenza dei siti archeologici, potrebbero far diventare il Fluminese l’ambiente ideale dove far trascorrere ai ricchi pensionati una vita serena e spensierata. È su tutte queste virtualità che troviamo il caposaldo del nostro progetto”. Affinché i propositi dell’amministrazione Corrias si concretizzino nei migliori dei modi, occorre però mettere tutto a sistema, dando origine a un consorzio che racchiuda tutti i soggetti coinvolti nel progetto. Una possibilità in tal senso, potrebbe arrivare dalle cooperative di comunità, riconosciute dalla Regione Sardegna, con una specifica legge approvata di recente dall’Assemblea regionale. “Di questa cooperativa – prosegue Corrias – ne faranno parte i locatori delle abitazioni, chi si occupa delle manutenzioni, gli assistenti geriatrici e tutte quelle figure indispensabili a far trascorre una vita serena ai destinatari dell’iniziativa”. E il Comune, quale ruolo avrà? “Senz’altro quello di coordinatore nella costituzione della cooperativa di comunità – chiarisce il sindaco – poi, potrebbe concedere in affitto alcune delle proprie abitazioni, oppure provvedere alle agevolazioni sul piano fiscale di tutti gli immobili concessi in locazione, oltre a ottenere ulteriori aiuti con le partecipazioni ai bandi europei e regionali”. Notevoli saranno i benefici economici, che l’intera comunità fluminese avrà quando tutto il sistema cooperativo entrerà in attività. “È calcolato – continua Corrias – che ogni pensionato medio-alto equivale a uno stipendio e mezzo per ogni lavoratore della cooperativa di comunità. Poi, dobbiamo tener conto che gli introiti non arriveranno solamente dagli affitti delle case o dai servizi offerti. Ogni nuovo residente, in questo caso, spenderà ad esempio gran parte della sua ricca pensione nelle attività commerciali, nei ristoranti e su tutto il resto. Molto dipenderà dal business plan e dalla promozione pubblicitaria”. Grazie all’impegno degli amministratori comunali, il Progetto “pensionati ricchi” prende forma e in maniera graduale va avanti. “Noi ci crediamo – conclude Marco Corrias – per questo ci stiamo mettendo il massimo impegno. Fluminimaggiore è un paese che ha grandi potenzialità e tutti noi dobbiamo esserne consapevoli. Bisogna puntare, come in questo caso, su uno sviluppo sostenibile ed evitare che i nostri giovani continuino a emigrare oltre mare, per cercare lavoro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: