Turismo a Carloforte, bilancio positivo

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Nel 2018, quasi 2000 persone al giorno in viaggio sui traghetti per l’isola

di Nicolo Capriata

A Carloforte non è ancora giunto il momento di chiudere i battenti della stagione turistica (c’è ancora davvero tanta gente), ma ad ottobre è tempo di fare i primi concreti bilanci. Che sono positivi sia nelle cifre che nei commenti degli operatori turistici, con un incremento continuo anche se non vistoso di presenze turistiche. Nel solo mese di agosto, per esempio, i passeggeri non residenti che sono traghettati nelle due tratte di Portovesme e Calasetta sono stati complessivamente 61.078 (59.360 quelli transitati nello stesso mese del 2017), il che significa un afflusso medio di poco meno di 2.000 visitatori al giorno. Il trend è più appariscente se si confronta il flusso degli automezzi trasportati (esclusi bus, moto e mezzi commerciali): 18.133 auto nel mese di agosto contro le 15.532 dell’anno precedente. “Siamo sostanzialmente soddisfatti per l’andamento del flusso di transito. Non abbiamo ancora i dati ufficiali di settembre – ha detto Gianluigi Penco, delegato dell’amministrazione comunale ai trasporti – ma sembra che sia più che positivo”. È sicuramente “un buon settembre” anche per Secondo Borghero, titolare e chef dello storico ristorante “Al Tonno di corsa”: “Ma non è solo settembre ad essere positivo – ha commentato – la stagione è stata buona e non è più limitata ai soli mesi estivi, ho registrato un buon movimento, certo non il pienone, anche nei mesi aprile e di maggio”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Beppe Buzzo del ristorante “A Galaia”: “Da quando ho iniziato questa attività – ha affermato – il numero dei ristoranti e delle pizzerie è aumentato, ora siamo una trentina, ma io lavoro sempre allo stesso modo, bene. Il che significa anche che a Carloforte giungono sempre più turisti”. Più che essere soddisfatto, è entusiasta Antonello Pomata, titolare col padre del ristorante “Da Nicolo”: “Tutto bene, molto bene – esordisce – posso dire che sicuramente negli ultimi dieci anni gli avventori sono andati sempre aumentando, un incremento a volte rilevante, altre meno, ma sempre continuo. Anche l’albergo – la sua famiglia è proprietaria del NicoHotel – è andato bene: sempre al completo e non solo nei mesi estivi. Per fortuna – ha aggiunto che sono sorti tanti bed & breakfast che hanno sicuramente aiutato nelle permanenze turistiche”. Giusta osservazione. A Carloforte ci sono cinque alberghi, non grandi, che hanno una capacità ricettiva complessiva che si aggira sui 350 posti letti. A colmare questa carenza ci sono le seconde case (quasi tutti i carlofortini ne possiedono una) che vengono affittate ai vacanzieri e i B&B che in questi ultimissimi anni sono cresciuti come i funghi, ma che non conoscono, ad onta del loro aumento, momenti di stasi. “Non c’è da lagnarsi” ha detto Silvia Parodo titolare del B&B “A cà du Pàize”. Ma in questa positiva realtà c’è anche chi pur non lamentandosi non si aggiunge al coro. “Se togliamo agosto, gli altri mesi estivi compreso settembre non sono stati felici – rimarca Beppe Leone comproprietario del bar “Napoleone”. – I motivi? Vanno ricercati nel fatto che i bar sono più che raddoppiati. Prima della liberalizzazione delle licenze nel 2009, i bar erano sette ora sono una ventina. E poi c’è anche il fatto che c’è meno turismo giovanile essendoci poche attrattive per i giovani. Per esempio c’è una sola discoteca che funziona con discontinuità. Tuttavia, tra alti e bassi, si va avanti senza problemi”. Appare chiaro, a questo punto, che sono tanti i vacanzieri che sempre più numerosi scelgono l’isola come meta delle loro vacanze, tanto da farne uno dei poli di maggiore attrazione turistica della Sardegna meridionale. Molti di questi, dopo averla scoperta ci ritornano l’anno dopo e magari, in seguito, si vanno ad aggiungere alle circa 400 famiglie di “forestieri” che sull’isola hanno comprato o costruito la loro dimora estiva e ogni vi fanno puntualmente ritorno. Altrettanto chiaramente traspare che una bella fetta dell’economia isolana si base ormai sull’industria turistica con tutto il suo indotto in tante attività collaterali. La moltiplicazione di bar, di B&B, di ristoranti e pizzerie verificatesi in questo ultimo decennio infine, ha generato anche tanti nuovi posti di lavoro, spesso stagionali, ma non pochi continuativi. Il che, per questi tempi, non è poco.


Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 34 del 7 ottobre 2018

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