Prima Radio Buggerru, libertà in FM

Rimpatriata Prima Radio Buggerru
Rimpatriata per Prima Radio Buggerru

Quarant’anni fa nasceva dalla passione di undici ragazzi la prima emittente locale nel paese minerario

Prima Radio Buggerru, la libertà in onda

Federico Matta

Fu il 21 luglio del 1978, quando la popolazione di Buggerru iniziò a udire le prime note diffuse dalla locale radio libera locale. L’iniziativa di fondare un’emittente, che coinvolgesse in un progetto di aggregazione sociale i giovani del paese minerario, nacque alcuni mesi prima per iniziativa di undici ragazzi con la passione per la musica. Uno dei tanti gruppi giovanili, che voglioso di incominciare a sperimentare quello, che per le generazioni dell’epoca rappresentava un ultramoderno metodo di comunicazione sociale, si quotò con 15 mila lire ciascuno, per far fronte alle prime spese concernenti l’acquisto delle numerose apparecchiature radiofoniche. Nasceva così Prima Radio Buggerru. “All’idea di aprire una radio libera nel nostro paese – racconta Renzo Licciardi, tra i fondatori di Prima Radio Buggerru – nacquero i primi problemi logistici e in particolare trovare una sede. Un problema, che fu risolto utilizzando una piccola casa disabitata, che apparteneva ai nonni di uno dei soci. Si trattava solamente di una struttura composta di due stanze, sita in via Iglesias al civico 67, da noi accuratamente restaurata per dar spazio all’allestimento dello studio di trasmissione”. L’importo che si aveva in cassa bastò per acquistare la strumentazione. “Riuscimmo ad acquistare un primo trasmettitore valvolare da 10 W, auto costruito – racconta ancora Licciardi – poi l’antenna e il cavo di collegamento. Il fondo cassa fu azzerato con l’acquisto di dischi e altra attrezzatura”.
Gli undici ragazzi si trovarono di colpo nell’affacciarsi timidamente nell’etere, trasmettendo sui 100,5 Mhz in modulazione di frequenza. “Il 21 luglio del ’78 è una data che non scorderò mai – ricorda il fondatore di Prima Radio Buggerru – L’entusiasmo era indescrivibile, quasi non ci si credeva. Si correva in giro con la macchina e con una radio FM, per capire dove arrivava la propagazione del segnale emanato dal piccolo trasmettitore”. Agli undici fondatori, si unirono poi altri giovani, che costituirono il gruppo identificato con il nome di La Radio. “Tutta l’equipe – prosegue Licciardi – era affiatata e la funzione sociale della radio fu subito evidente con l’organizzazione di dibattiti politici, trasmissioni culturali e confronti tra le forze politiche locali. A queste si devono aggiungere la registrazione dell’inesorabile chiusura della miniera e la commemorazione, in quello stesso anno, dell’Eccidio del 4 settembre”.
Negli studi radiofonici del rione Montebeccu, contraddistinti da un murales antimilitarista che decorava la facciata d’ingresso, il compianto Franco Manis, indimenticabile collaboratore del nostro settimanale Sulcis Iglesiente Oggi, iniziò a diffondere l’esito delle sue ricerche sull’importante storia mineraria di Buggerru. “Le difficoltà nella gestione della radio erano in continuo aumento e dopo un sofferto dibattito interno al gruppo, si decise nei primi mesi del 1982 di chiudere definitivamente i battenti. Rimane comunque il bel ricordo di un’esperienza vissuta con grande entusiasmo. Ogni tanto ci capita di fare una rimpatriata con gli amici di Prima Radio Buggerru e ricordare quei tempi, che per tutti noi rimarranno memorabili”.

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