Iglesias e la Madonna di Bingiargia

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Iglesias. L’arrivo della processione della Madonna di Bingiargia nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Foto di Efisio Vacca

Celebrata anche quest’anno a Iglesias la festa in onore della Madonna di Bingiargia

Nell’acqua le radici della storia cittadina

di Mariangela Muntoni

È ritenuta per eccellenza la più antica festa religiosa iglesiente, oltre che campestre, in quanto affonda le sue radici in un lontano passato: si tratta di quella in onore della Madonna di Bingiargia, ad Iglesias. Preceduta da un triduo religioso, iniziato giovedì 13 settembre, ha avuto il suo culmine domenica 16 con il raduno dei fedeli, alla 17,30, presso la località denominata Bingiargia dove la mattina dello stesso giorno è stato sistemato l’antico simulacro della Madonna. Questo, di pomeriggio, processionalmente ha percorso la strada di circonvallazione per giungere fino alla chiesetta di Sant’Antonio Abate fuori le mura, sulla strada per il lago Corsi, dove la stessa statua è custodita nel lato sinistro dell’altare maggiore.
In realtà l’antico tempio dedicato alla B.V. venerata sotto questo titolo non esiste più; attualmente, in quel luogo vi è un edificio di civile abitazione dove è avvenuto il raduno nel piccolo villaggio, un tempo indipendente da Iglesias, chiamato Bingiargia. La chiesetta si legava a questo centro, allora abitato, da dove sgorgavano le acque che confluivano fino all’attuale piazza Lamarmora per l’approvvigionamento cittadino. “La tradizione popolare – ha precisato lo storico Roberto Poletti, in un dettagliato approfondimento tenuto sabato sera nel sagrato della chiesa di Sant’Antonio – ha voluto coniugare la venerazione a Maria con il nome di questo piccolo borgo ma, in realtà, il culto è sempre stato rivolto nei confronti della Madonna di Bangiargia e non di Bingiargia che può stare a significare luogo di bingias, ossia di vigne: in realtà il primo termine citato trae origine dal latino balnearia, bagni termali quindi legato all’antico culto della acque che il cristianesimo avrebbe ereditato dal mondo pagano e da qui la venerazione verso la Madonna delle Acque diffusa, tra l’altro, in molte altre zone della Sardegna. L’acqua di quei luoghi era ritenuta di particolare pregio in quanto veniva destinata addirittura alla festa di Sant’Antioco e donata al vicerè”. “Molte sono le fonti – ha continuato lo studioso nella sua spiegazione – che attestano non solo dell’esistenza ma anche del restauro dell’antica chiesetta dedicata alla Vergine: ricchi possidenti, nei loro atti testamentari, hanno elargito cospicui lasciti per invocare miracoli soprattutto nel periodo in cui ad Iglesias imperversava l’epidemia di peste e grazie a queste donazioni fu restaurata anche l’antica statua che porta decorazioni geometriche tipiche dell’arte sacra spagnola; proprio sotto questo influsso, infatti, il titolo di Madonna delle Acque si trasformò in N. S. di Montserrat, Patrona della Catalogna”. Il villaggio di Bingiargia, dove esistevano anche la chiesetta di San Pietro e di San Bartolomeo, lentamente si spopolò e così pure il tempietto mariano seguì la stessa sorte: l’ultimo canonico che vi ha dimorato fu don Raffaele Marongiu, alla fine del 1800.
La benedizione delle acque alla presenza di autorità civili, di numerosi fedeli, di rappresentanti del gruppo folk cittadino e di figuranti in abiti medioevali; la Santa Messa presieduta dal parroco della Cattedrale, don Francesco Pau e i ringraziamenti da parte dei volontari, per voce di Marco Cani, hanno coronato quest’antica festa, ripristinata nel 2006 e che fa parte della storia di Iglesias, ovvero di quel bagaglio culturale che anche emigrati come Beniamino Cappai, trasferitosi in Svizzera per lavoro e la cui autobiografia scritta è stata presentata dallo stesso Poletti la sera del sabato, hanno portato con sé, idealmente in una valigia, anche in luoghi lontani dove esistono culture e tradizioni differenti.


Le visite guidate a cura di ItinerArtis

di Giulia Loi

L’associazione ItinerArtis, in occasione della festa della Madonna di Bingiargia celebrata come ogni anno presso la chiesa di Sant’Antonio Abate di Iglesias, ha fornito delle visite guidate la sera del 16 settembre, a conclusione dei festeggiamenti, come proseguo del progetto “Il culto della Vergine tra arte e tradizione a Iglesias”, finanziato dalla CEI. All’interno della visita alla chiesa, le guide si sono soffermate sul simulacro e culto della Madonna di Bingiargia, proveniente da una chiesa documentata fin dal 1341 dell’omonima zona abitata. Il piccolo nucleo abitativo sorgeva a nord dell’odierna città di Iglesias, ed era caratterizzato dalla presenza di acque sorgive. La presenza dell’acqua ha quindi suscitato fin nei primi abitanti della zona la devozione prima nei confronti dell’acqua stessa, fonte di vita, passando poi all’adorazione del culto della dea Madre – considerata colei che avrebbe portato l’acqua sulla Terra – trasformandosi poi, nel passaggio dai culti pagani a quelli cristiani, in una devozione alla Madonna. Il simulacro, creato con la tecnica dell’estofado de oro, presenta la Vergine in piedi su pietre da cui sgorga dell’acqua. Guardandolo con attenzione si può notare la posizione anomala del braccio destro, modificata probabilmente dopo lo spostamento dalla chiesa di Bingiargia, con l’intento di cambiare il significato dell’iconografia e farle assumere le sembianze di una Madonna Assunta, che apre le braccia verso l’alto. Il simulacro per tanti anni è stato ospitato dalla chiesa di San Domenico. Il restauro ha messo in evidenza le forme originarie della figura, il panneggio delle vesti e altri elementi che hanno consentito di collocarlo nel primo Seicento.
La festa viene celebrata in concomitanza con la natività della Vergine – raccontata nel Protovangelo di Giacomo – che si celebra l’8 settembre, introdotta ufficialmente in Occidente da papa Sergio I nel VII secolo, sul solco della festa già celebrata in Oriente.

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