Un’estate con “le mani in pasta”

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Portoscuso. Conclusa la prima edizione della “Piccola scuola alberghiera”

30 bambini, 20 volontari e un parroco con “le mani in pasta”

di Federico Marini

Cosa succede in agosto a Portoscuso se l’idea di un parroco “visionario”, che mette insieme 30 bambini, 20 volontari e una decina di cuochi, si concretizza in un campo scuola estivo per i più piccoli preso ad esempio anche a livello nazionale?
Succede che nasce la “Piccola scuola alberghiera”, un luogo dove, tra bagni nella piscinetta, merende in compagnia e le preparazioni dei piatti del giorno, per un mese intero un gruppo di giovanotti tra i 7 e i 10 anni, trascorrono una parte delle loro vacanze agostane partecipando al progetto ideato dal parroco della Parrocchia Vergine d’Itria, don Giulio Demontis. Con estrema calma e pazienza, grazie al preziosissimo supporto dei volontari, il sacerdote ha insegnato ai più piccoli la gestione delle responsabilità, la convivenza e la condivisione, il lavoro in team e il rispetto dei ruoli, trasmettendo il valore del denaro e del cibo, all’interno di un luogo tanto importante per la comunità, qual è la scuola.
Per tre volte a settimana, i piccoli, hanno passato parte del loro tempo libero facendo la spesa, valutando costi e quantità di beni da comprare con un occhio al borsellino e al risparmio, cucinando primi, secondi e dolci, proponendo le pietanze a tavola ai propri compagni e ai genitori e contribuendo a tenere in ordine i locali che li ospitano. Non sono mancate le ore divertimento con le gite in barca, in spiaggia e nei parchi a tema, i giochi con l’acqua, l’animazione a suon di musica e le pizzate.
Per i ragazzi le giornate si aprivano la mattina con la spesa presso il mercato zonale per l’acquisto di prodotti locali che, all’arrivo nella scuola, venivano puliti, preparati e cucinati per servirli ai loro compagni e genitori, chiamati quotidianamente a degustare le pietanze come la pasta alla carbonara, la frittata di zucchine, la mela al gelato, le pennette al pesto, lo spezzatino di vitellone, il budino, le lasagne al forno, le polpette al sugo o gli arancini siciliani. Subito dopo si passava al lavaggio dei piatti, al riordino dei locali, compresi cucina e refettorio. Nel pomeriggio spazio ai giochi in comune e alla realizzazione di dolci da pasticceria, successivamente distribuiti e consumati a casa. Questa attività è stata svolta anche su una barca messa loro a disposizione dai pescatori. Il tutto è avvenuto sotto lo stretto controllo e la supervisione degli adulti e nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza. L’eco dell’iniziativa di Portoscuso si è diffusa in tutta la Sardegna grazie ai servizi di Videolina e della Rai, agli articoli de L’Unione Sarda, e a livello nazionale con le immagini diffuse da Rai New 24.
Pochi giorni fa la chiusura di questa esperienza con una grande pizzata che ha visto circa 100 persone, tra bambini, volontari e genitori, promettersi il bis anche per il 2019.


Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 31 del 16 settembre 2018

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