I sardi nel popolo dei Giusti

Presentato a Iglesias il nuovo libro di Giuseppe Deiana

Vittorio Tredici, un iglesiente tra i Giusti

di Giulia Loi

Giuseppe Deiana durante la presentazione del suo libro (5)

Il titolo di “Giusto tra le Nazioni” – riconoscimento che hanno ottenuto i non ebrei per aver salvato almeno un ebreo durante il genocidio nazista della Shoah – è stato assegnato anche ad alcuni salvatori sardi, non sempre conosciuti dalle masse. È questo che lo scrittore

Giuseppe Deiana, originario della Sardegna ma che da tanti anni vive a Milano, ha raccontato nel libro “Storie di sconosciuti salvatori – I sardi nel popolo dei Giusti”, edito da Iskra nel 2018. Il libro è stato presentato il 7 settembre a Iglesias presso la biblioteca comunale Nicolò Canelles, in un incontro introdotto da Clara Congia e presentato dallo stesso autore, con un focus sulla figura di Vittorio Tredici di Iglesias, politico italiano che visse tra i 1892 e il 1967; nonostante l’adesione al partito fascista nella prima parte della sua vita, è stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni il 16 giugno del 1997, a trent’anni dalla sua morte, per aver ospitato nella sua casa una famiglia ebrea, i Funaro, durante un rastrellamento delle SS. Tredici, figlio di maestra elementare e di un magazziniere impiegato presso la miniera di Monteponi, si diploma ragioniere e partecipa alla prima guerra mondiale. Le sue idee politiche vertono in un primo momento verso il Partito Sardo D’Azione e successivamente verso il Fascismo; fervente cattolico, lui stesso rivela di considerare i suoi due “fari” il Duce e papa Pio XI. Si trasferisce ben presto a Roma con sua moglie e i suoi nove figli, e nel 1935 comincia a perdere fiducia nel fascismo, perché contrario sia alla guerra in Etiopia che all’alleanza tra Mussolini ed Hitler e di conseguenza l’avvento delle leggi razziali. È per questo che decide di salvare la famiglia ebrea che vive nel suo palazzo. Il libro tratta, più in generale, delle figure sarde che hanno contrastato la politica nazista salvando ebrei, partigiani o nemici politici. Per esempio parla dei coniugi Sotgiu – Ripepi, che hanno salvato dalla deportazione una bambina ebraica, a Rodi, nel 1944, falsificandone i documenti e facendola passare per loro figlia, e ora sono ricordati nel Giardino dei Giusti di Olbia; o di Suor Giuseppina De Muro, originaria di Lanusei, che a Torino si schierò a fianco di prigionieri ebrei, partigiani e nemici politici, riuscendo anche a salvare alcune vite. Tra le persone di cui si parla del libro ce ne sono alcune che sono già commemorate in vari Giardini dei Giusti sparsi per il mondo, altre aspettano ancora la commemorazione. La speranza di Deiana è quella che anche Tredici, già presente nel Giardino dei Giusti di Yad Vashem, possa avere un riconoscimento anche dalla sua città natale, con la costruzione di un Giardino in suo onore.


Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 31 del 16 settembre 2018

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