Buggerru ricorda l’Eccidio del 1904

Image00001
Buggerru, 4 settembre 2018. Un momento della commemorazione dell’Eccidio del 1904. Foto di Federico Matta

Buggerru. 114 anni fa l’Eccidio, nell’Ex Centrale un convegno dedicato ad Alcibiade Battelli

I morti del 1904, memoria per il presente

di Federico Matta

I militari aprirono il fuoco, col tentativo di sedare la rivolta degli operai che lavoravano nella miniera, da giorni in protesta contro la Società anonima delle miniere di Malfidano per rivendicare condizioni di lavoro più umane. Trafitti dai proiettili infuocati, fuoriusciti all’improvviso dalle baionette imbracciate dai soldati del Regio Esercito, morirono sul colpo Felice Littera, di Masullas e Salvatore Montixi, originario di Sardara. Il minatore Giustino Pittau, di Serramanna, morì qualche giorno più tardi in un letto dell’ospedale, dove era stato ricoverato in seguito alle gravi ferite al capo, riportate in quel tragico scontro. Anche Giovanni Pilloni, di Tramatza, tra i nove operai ricoverati nel nosocomio della miniera e raggiunti dalle pallottole sparate dai militari, cessò di vivere una decina di giorni dopo. Il suo nome, però, non sarà mai collegato al sacrificio dei “Martiri dell’Eccidio di Buggerru”. Quel drammatico 4 settembre 1904, è stato ricordato nel centro costiero in occasione della centoquattordicesima ricorrenza con una serie d’iniziative, che hanno visto la presenza delle autorità dei paesi del territorio e delle rappresentanze sindacali, oltre a una delegazione dei minatori in forza alle ultime miniere rimaste aperte nel Sulcis Iglesiente. La commemorazione dell’Eccidio di Buggerru è iniziata la mattina con la Santa Messa, che per l’occasione è stata celebrata da don Marcello Loi nel cortile interno del Museo del minatore. Da lì, una volta terminata la funzione religiosa, una delegazione dei minatori di Igea e della Carbosulcis, ha aperto il corteo con la corona di alloro, che è stata poi posata nella vicina piazza Eccidio 1904, accanto all’opera scultoria del compianto artista sardo Pinuccio Sciolla. “Questi sono giorni nei quali si parla tanto di multinazionalismo, di razzismo di xenofobia”, è stato il commento del segretario della Camera del lavoro territoriale della Cgil, Antonello Congiu. “E pensando a questo – ha aggiunto Congiu – mi è tornata in mente la frase di Pasolini, quando scriveva che l’Italia è un paese senza memoria e quindi, senza storia. Il nostro appuntamento qui a Buggerru ha l’importanza di richiamare quello che accadde nel settembre 1904 e di valorizzare gli insegnamenti, che ci hanno voluto dare i protagonisti di quei fatti, che senz’altro ci saranno utili anche nel prossimo futuro”. La manifestazione è proseguita poi nella sala convegni dell’Ex Centrale, dove, dopo gli interventi del primo cittadino di Buggerru Laura Cappelli, del sindaco di Gonnesa Hansel Cabiddu, di quello di Domusnovas Massimiliano Ventura e del consigliere regionale Gianluigi Rubiu, si è dato vita a un’incontro – dibattito, nel quale si è parlato della filosofia politica e sindacale di Alcibiade Battelli, primo segretario della Lega dei minatori di Buggerru. Interessante e coinvolgente è stata alla fine, la relazione presentata dal professor Antonio Farina, cultore della materia e attento studioso della vita di Battelli.

Un volume a fumetti sui fatti del 1904. Un fumetto intitolato “L’Eccidio del 1904”. A illustrare con una serie di straordinarie rappresentazioni grafiche, quello accaduto a Buggerru il 4 settembre di centoquattordici anni fa, è stato un giovane studente universitario originario del posto, Andrea Atzori, nipote del signor Nanni Loi, uno degli anziani minatori del centro ex minerario costiero. “Sin da piccolo – ha spiegato l’autore del fumetto – mio nonno mi ha raccontato la storia della rivolta degli operai della Malfidano e della conseguente uccisione dei minatori. Sono cresciuto con i racconti delle storie accadute nelle miniere di Buggerru. Di recente e sempre con l’indispensabile aiuto di mio nonno materno, ho voluto raffigurare quella tragica vicenda e raccogliere il tutto in un piccolo volume”. Il fumetto è stato presentato nell’Ex Centrale in occasione della commemorazione dei Fatti di Buggerru. Assieme all’autore, il nonno Nanni Loi, anziano minatore, che ha lanciato la proposta di far divenire la storia dell’Eccidio del 1904, Patrimonio dell’Umanità.

L’Eccidio candidato a patrimonio Unesco dell’umanità. “Quello che è accaduto a Buggerru il 4 settembre 1904 appartiene all’Umanità e la commemorazione dell’Eccidio dei minatori, deve diventare una ricorrenza di rilievo regionale e nazionale”. A dichiaralo sono gli amministratori comunali del centro costiero, che hanno annunciato di voler intraprendere tutte le procedure, affinché la storia dei Fatti di Buggerru del 1904 sia riconosciuta dall’Unesco. “Ci stiamo battendo perché la commemorazione dell’Eccidio del 1904 – hanno dichiarato il sindaco Laura Cappelli e l’assessore comunale alla cultura Simona Spada – diventi Patrimonio dall’Unesco. Siamo consapevoli della complessità delle procedure, ma alla fine ci riusciremo: lo dobbiamo al sacrificio dei minatori morti nel 1904”. Primo passo verso l’obiettivo, ottenere i fondi necessari, per proporre una serie di eventi in occasione delle ricorrenze future. “Presenterò una proposta in occasione dell’approvazione della prossima Finanziaria regionale – è la promessa del consigliere regionale Udc Gianluigi Rubiu – al fine di far diventare la commemorazione dei Fatti di Buggerru, una manifestazione da inserire, per la sua storicità, nel calendario Grandi Eventi, in modo che possa essere riproposta anche in futuro”.


Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 31 del 16 settembre 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: