L’appello per la pace del sindaco di Assisi

Yemen
Gli zainetti dell’UNICEF dei bambini uccisi in Yemen dai bombardamenti sauditi

Da Assisi a Iglesias, verso la Marcia della Pace. Una lettera aperta del sindaco della città di Santa Chiara

Fermiamo i mercanti d’armi, per un mondo di fraternità e giustizia

di Stefania Proietti, Sindaco di Assisi

La conversione di Chiara di Assisi fu uno dei frutti più preziosi di San Francesco. Chiara, perla preziosissima e fortissima, divenne pietra basilare dell’ordine minoritico e fu causa di progresso spirituale per numerose anime. Visse in un’epoca apparentemente molto religiosa ma in frantumi, dove le prepotenze dei ricchi commettevano ingiustizie sui più deboli. Lei e Francesco decisero di cambiare quel mondo e i loro esempi di vita ci esortano a fare altrettanto oggi. Oggi più che mai.
Se sei di Assisi non puoi fare a meno di confrontarti con loro, con questi giovani che seppero ribellarsi alle convenzioni del mondo, che ebbero il coraggio di lasciare ricchezza e comodità, per andare a curare i più povero tra i poveri in un lebbrosario, mettendo a rischio la loro vita. Che, per questo furono derisi, additati come pazzi folli (esauriti, diremmo oggi!) e, forse quello che li fece soffrire più di ogni altra cosa, non furono compresi, anzi furono cacciati dalle loro famiglie, dai loro stessi genitori.
Ma questo fu solo l’inizio: perché poi la Città cominciò lentamente a comprenderne la sanità di mente e la santità… Assisi cominciò a seguirli, come le rispettive madri, questi giovani ribelli. La mamma di Chiara, come le sorelle, condivise con Lei l’esperienza claustrale di San Damiano.
Forse San Francesco e Santa Chiara sono stati ribelli come possono apparire ribelli i nostri giovani se, sfidando quelle che sono diventate, presto e comodamente, le convenzioni che ci imprigionano, come la schiavitù del consumismo, si fanno riconoscere perché espongono un cartello con su scritto “No alla guerra! Smettiamo di vendere armi!” (“Basta ipocrisia, stop armi ai sauditi”) o perché vanno incontro si più poveri tra i poveri. Che nel medioevo erano i poveri sbanditi nel lebbrosario sotto Assisi e oggi, magari, sono i bambini migranti che muoiono affogati nel Mediterraneo o sotto una bomba in Siria o in Yemen.
Ancora oggi violenze e prepotenze vengono perpetrate a danno di persone inermi: dobbiamo riscoprire il coraggio di Santa Chiara che si oppose all’ordine del mondo di allora e ebbe la forza di ‘lottare’ anche contro le truppe imperiali saracene che assediavano la Città armata solo di preghiera ed Eucaristia. Con lo stesso coraggio, oggi, da Assisi, dobbiamo CONDANNARE le bombe che cadono sui civili, donne e bambini, in Yemen e rilanciare l’appello al Capo dello Stato Mattarella fatto, da ASSISI CITTÀ DELLA PACE, il 27 gennaio scorso affinché, quale garante della nostra Costituzione che ripudia la guerra, intervenga per bloccare le bombe prodotte nelle zone di Iglesias e Domusnovas. La città di Iglesias, che ha avuto recentemente il titolo di Città per la Fraternità 2018 per il suo impegno ad essere città di Pace, è legata ad Assisi per la sua santa patrona che è proprio Santa Chiara di Assisi. Ad Iglesias vi è l’unica cattedrale al mondo dedicata a Santa Chiara (ad Assisi c’è la Basilica). Un legame speciale che ci carica della responsabilità delle sorti di una tra le tante, TROPPE terre martoriate da una disoccupazione endemica, per cui la produzione di armi appare per molti – ma non è! – l’unico modo per poter sfamare la propria famiglia. È questo il “lavoro” libero, sostenibile, creativo previsto dalla nostra Costituzione? Non crediamo lo sia, e come Sindaci abbiamo la responsabilità di vegliare sui nostri territori per stimolare uno sviluppo rispettoso della vita, delle persone e del Creato ed impedire gli abusi e le speculazioni da qualunque parte esse vengano. Il 7 ottobre prossimo si svolgerà la Marcia Perugia-Assisi per la Pace e la Fraternità: la Città di Assisi auspica che l’arresto dell’esportazioni delle armi usate in Yemen sia tema centrale di questa manifestazione, un obiettivo che tutti gli enti locali che lavorano per la pace dovrebbero sostenere, perché diversamente apparirebbe solo un grave segno di ipocrisia da parte di una Nazione che ripudia la guerra. Per evitare che esistano altre situazioni come questa serve una politica economica che disarmi la nostra economia. Oggi vorrei invitare i Sindaci d’Italia a partecipare ad una tavola rotonda nei giorni precedenti la Marcia per condividere i progetti di riconversione industriale conclusi con successo e i progetti ancora in cantiere.
Come Chiara ha dimostrato che c’era una alternativa di vita chiaramente opposta alle convenzioni e tutta protesa verso il prossimo e Dio, oggi, rileggendo il suo esempio di vita, possiamo trovare la sua creatività divina e far emergere l’alternativa ad una economia armata, irrispettosa dell’ambiente e della vita.
La vita va rispettata e salvata! Soprattutto quella dei più fragili, dei bambini!
Da Assisi gridiamo con forza che intraprenderemo, senza esitazione, ogni azione possibile per fermare le stragi di innocenti. E siamo convinti che non rimarremo soli, né in pochi.
Lo faremo per Aylan, per i pastorelli saltati in aria in Afganistan, per i bimbi morti in Yemen.
E per tutti quelli, migliaia, milioni, che muoiono di fame e sete, schiavi e soldati.
Perché le armi e la guerra seminano solo morte, solo la Pace è Santa!

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