Pastorale giovanile. Verso il Sinodo e l’incontro con papa Francesco. Un viaggio per cambiare… Vita, tempo, sguardo, passo!

Brochure pellegrinaggio fronte

Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo:
«Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1).
Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi:
sono parole di un Padre che vi invita a “uscire”
per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni,
incontro al quale Egli stesso vi accompagna.
Vi invito ad ascoltare la voce di Dio
che risuona nei vostri cuori
attraverso il soffio dello Spirito Santo.
Papa Francesco

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 26 del 15 luglio 2018


a cura di Sr Teresa Forti e dell’equipe di Pastorale Giovanile Iglesias

Una rappresentanza di giovani pellegrini della nostra Diocesi si prepara ad affrontare per la prima volta un’esperienza vitale, quella del cammino nel raggiungere mete significative della nostra Fede con le sole proprie forze e il proprio corpo che si mette in movimento, dal 5 al 12 agosto 2018 a piedi per circa 100 km.
Un viaggio che faremo nel nostro territorio del Sulcis Iglesiente e che stiamo preparando con sopralluoghi, con incontri e tempi per valutare ogni singolo aspetto, incontrando esperti del cammino come il dott. Giampiero Pinna, visto che ripercorreremo l’ultimo tratto del Cammino di Santa Barbara. Ci si mette in cammino per se stessi, per il gruppo, per la comunità diocesana perché si cammina per un obiettivo alto, per cercare risposte, per chiedere una grazia per una persona…
La fase di preparazione è caratterizzata da una trama fitta di relazioni e di visite nelle diverse parrocchie dove faremo tappa, incontrando le comunità cristiane che, disponibili, ci aspetteranno negli snodi dell’ultimo tratto del Cammino di Santa Barbara, grazie anche ai parroci che sensibilizzano, coinvolgendo i propri fedeli, sulla quarta opera di misericordia corporale “Alloggiare i pellegrini”.
Tanti volti e tanti cuori e mani che stanno creando il “grembo” dove vivere l’opera di misericordia e che sicuramente impegna a dare una casa a chi non sa dove ripararsi e richiama l’idea di sicurezza, di stabilità, di protezione. Nel libro dell’Esodo leggiamo: “Non affliggerai e non opprimerai il forestiero: voi stessi infatti siete stati forestieri nella terra d’Egitto” (22,21). “Ero forestiero e mi avete ospitato…” (Matteo 25,35).
Questo sarà il messaggio che chi cammina porterà con sé come opportunità di farsi accogliere.
Ospitalità significa accogliere Dio mentre accolgo il piccolo o grande fratello che bussa alla porta della mia parrocchia o del mio oratorio. Non devo accoglierlo solo per dovere, ma sempre con fede, perché nel forestiero si incontra Cristo stesso. Come cristiani, dobbiamo chiederci in che misura, oggi, rispondiamo all’esortazione di Gesù circa l’ospitalità e che cosa ci direbbe, oggi, Cristo rispetto al nostro modo di aprire la porta del cuore ancora prima della porta della comunità.

Il nostro pellegrinaggio ha come titolo “Con Maria, cammino di Fede del Sulcis Iglesiente” e inizierà il 5 agosto. I ragazzi percorreranno circa 100 km del “Cammino di Santa Barbara” da Tratalias ad Iglesias.

Le tappe:

  • 5 agosto. 1a Tappa: Tratalias-Sant’Antioco 24,0 km. I nostri maestri di Fede saranno: La REGINA DEL SULCIS e SANT’ANTIOCO
  • 6 agosto. 2a Tappa: Sant’Antioco- Carbonia 22,5 km. I nostri maestri di Fede saranno: SAN GIOVANNI BATTISTA – SAN PONZIANO
  • 7 agosto. 3a Tappa: Carbonia-Nuraxi Figus 18,2 km. I nostri maestri di Fede saranno: SAN PIO DA PIETRALCINA –  SACRO CUORE DI GESÙ – SANT’ISIDORO
  • 8 agosto. 4a Tappa: Nuraxi Figus-Bacu Abis 15,4 km. I nostri maestri di Fede saranno: SANTA BARBARA – SANT’ANDREA
  • 9 agosto. 5a Tappa: Bacu Abis-Iglesias 15 km. I nostri maestri di Fede saranno: SAN GIOVANNI PAOLO II – SAN FRANCESCO
  • 10 agosto. 6a Tappa: Iglesias- Cattedrale Santa Chiara e Colle del Buon cammino. I nostri maestri di Fede saranno: La MADONNA DEL BUON CAMMINO e SANTA CHIARA
  • Poi partenza in nave da Cagliari per Roma per la Veglia e l’incontro con il Papa a Roma.

Con quali sentimenti invitiamo a vivere questa preparazione?
Entusiasmo per un’esperienza nuova e per tempi nuovi e diversi da vivere, decisione di stravolgere il proprio orologio biologico per un Bene più grande, accoglienza della fatica necessaria per mettersi alla prova e per far emergere ciò che davvero si è, e del dolore che condiviso che si allieva, stupore perché la gli altri  diventano presenze che accompagnano la nostra solitudine e la nostra richieste di senso, la scoperta dell’essenzialità e della sobrietà per gustare le cose e scoprirne davvero il valore. La Tradizione, altra parola-chiave, perché lungo i percorsi ci troveremo già un cammino percorso ed aperto da altri sia nella Fede che nella Vita concreta. “Il pellegrinaggio ha rappresentato da sempre un viaggio interiore attraverso un cammino fatto di tante riflessioni sulla situazione della propria vita e sull’apertura a quelle realtà spirituali troppo spesso dimenticate a causa della vita quotidiana frenetica e abitudinaria.
Alloggiare i pellegrini è un’opera di misericordia non tanto perché offre alle persone la possibilità di avere gratuitamente vitto e alloggio, risparmiando così il denaro del viaggio; la gratuità dell’ospitalità è la porta d’ingresso del valore dell’accoglienza dei pellegrini. Aprire le porte della propria casa ad un pellegrino significa condividere le esperienze di vita e di fede che spesso sono tralasciate durante le relazioni con amici, conoscenti e parenti frequentati abitualmente. Il fascino del pellegrinaggio è quello di lasciare le consuetudini della vita ordinaria, per aprire una finestra su nuovi spazi interiori, nei quali avere la possibilità di aprirsi con maggiore sincerità su alcune situazioni delicate della propria vita, di cui si avverte il timore di parlarne per paura di essere giudicati. Il pellegrino è colui che lascia la propria città o il proprio paese per iniziare un itinerario di riscoperta di se stesso, perché libero da quei tanti condizionamenti che si creano nelle relazioni di tutti i giorni. Alloggiare i pellegrini è una opera di misericordia che produce tante ricompense abbondanti immediate e future. Abramo e Sara hanno ospitato presso la quercia di Mamre tre forestieri, i quali, dopo essere stati accolti con riverenza e nutriti con cibi gustosi, profetizzarono la nascita di un figlio ad Abramo e Sara, una donna ormai avanti negli anni e fuori dall’età del concepimento. La tradizione patristica ha riconosciuto in quei tre misteriosi personaggi l’immagine della Trinità”. Questo episodio insegna l’alto valore dell’ospitalità: accogliere un forestiero nella propria casa significa accogliere Dio stesso che viene a visitarci nella persona di quel giovane o meno giovane che verrà ospitato.

Ringraziamo già ora tutte quelle comunità ed i parroci che si sono messi disponibili ad accoglierci con particolare riferimento alla comunità cristiana di Tratalias, di Sant’Antioco, di San Giovanni Suergiu, di San Ponziano a Carbonia, di Cortoghiana, di Nuraxi Figus, di Bacu Abis, di Gonnesa e di Iglesias, con particolare riferimento alla Cattedrale ed alla sempre generosa parrocchia di San Pio X. Un ringraziamento a tutti coloro che vorranno offrire con la loro presenza un contributo effettivo ed affettivo “spezzando” il pane della loro vita per trasmettere il Testimone della Fede alle nuove generazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: