Inchiesta. Se mi sposo… scelgo il Comune

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Inchiesta. I matrimoni civili in Sardegna e in diocesi superano ormai quelli religiosi

Se mi sposo… scelgo il Comune

 

di Annalisa Atzei

Appena due anni fa la ricerca condotta dal Censis sulla tendenza dei matrimoni in Italia, “Non mi sposo più”, decretava la scomparsa definitiva dei matrimoni celebrati col rito religioso entro il 2031, mentre, sempre secondo il Censis, il 2020 avrebbe segnato il sorpasso definitivo dei matrimoni civili su quelli religiosi. A livello nazionale è ancora presto per azzardare conclusioni affrettate, anche se già si possono scorgere alcune nuove tendenze. Sino al 2014, infatti, il numero dei matrimoni ha seguito un trend negativo che sembrava prospettare una ulteriore inflessione delle celebrazioni anche per il successivo triennio. Previsione invece poi smentita dai dati reali, che hanno evidenziato un incremento generale in tutto il Paese dei fiori d’arancio. Lo scenario cambia però a livello regionale. Se guardiamo alla Sardegna, infatti, le previsioni della statistica sembrano confermate in pieno, addirittura con un anticipo di circa tre anni: per la prima volta nell’Isola, il numero dei matrimoni civili ha superato quello dei matrimoni religiosi, i quali, dopo il picco negativo registrato nel 2014, sono rimasti sostanzialmente stabili nel loro totale. A raccontarlo non sono delle stime, ma dati reali, raccolti sino al 2016 (i più recenti resi disponibili dall’Istat) e elaborati dall’osservatorio SSEO (Sardinian Socio-Economic Observatory.

Il crollo della nuzialità. L’anno della svolta per entrambi i fenomeni è stato il 2015, quando nell’Isola si è registrata una lieve ripresa della propensione al matrimonio e le nozze civili hanno superato quelle celebrate in chiesa. Dal 2004 al 2014 il numero di matrimoni è crollato del 31%, passando da 6.963 a 4.804. Duemila matrimoni in meno in dieci anni che hanno portato il tasso di nuzialità in Sardegna a essere uno tra i più bassi in Europa, con 2,9 matrimoni ogni mille abitanti. Nel 2016 il dato sardo è in ripresa con 5.178 matrimoni, l’8% in più rispetto a due anni prima, ma con i riti civili (2.609, pari al 50,4%) che hanno superato il numero di matrimoni religiosi (2.569), prevalentemente cattolici. Questo risultato finale è la sintesi di una rilevazione che mette insieme tutte le zone della Sardegna, sul quale incide il forte contributo delle province di Cagliari e Olbia-Tempio, le due più urbanizzate dell’isola e quelle in cui il processo di secolarizzazione appare maggiormente radicato. Le provincie di Nuoro e del Medio Campidano, rispettivamente col 67,9% e con il 55,95%, confermano invece la netta maggioranza dei matrimoni religiosi. Confermata la tendenza regionale anche nella diocesi di Iglesias (24 comuni): nel 2016 sono stati celebrati in tutto 347 matrimoni, il 6% in più rispetto al 2015 (326) e il 18% in più del 2014 (294). Confermato anche il sorpasso dei riti civili su quelli religiosi: 170 a 156 nel 2015 e 176 a 171 nel 2016. Iglesias è il comune in cui si celebrano più matrimoni: 82 nel 2016, di cui 46 celebrati in chiesa e 36 in comune; dato contrario invece per Carbonia e Sant’Antioco in cui rispettivamente ci sono stati 25 riti civili su 44 e 24 su 36. Seguono Carloforte, Portoscuso e altri comuni più piccoli in cui, pur con un numero contenuto di celebrazioni, il rito civile scavalca quello religioso. Un’inversione che, se per molti potrebbe apparire insignificante e sintomatica dei tempi che cambiano, in realtà merita grande attenzione, al di là di quelle che possono essere le valutazioni personali. Molte coppie oggi scelgono di sposarsi dopo anni di convivenza, quando si ha un lavoro stabile e si può far fronte alle spese di un ricevimento. Spesso le nozze arrivano prima col rito civile e solo dopo si pensa al matrimonio in chiesa, a volte anche per una questione di tempi, come raccontano Laura e Giuseppe, fidanzati nella nostra diocesi: “Ci sposeremo a settembre in municipio perché non abbiamo avuto il tempo di seguire il corso prematrimoniale, ma appena potremo ci uniremo in matrimonio in chiesa con una celebrazione molto intima”.

La Chiesa e la crisi. A confermare che le abitudini dei sardi sono cambiate a causa del contesto non solo sociale, ma anche economico e culturale, è don Giorgio Fois, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Famiglia. “L’intero sistema socio-cultuale-religioso è in crisi. Da una parte crollano numericamente i matrimoni religiosi e dall’altra aumentano quelli civili – afferma don Fois –. Però c’è da considerare una importante statistica. Un’alta percentuale di quelli civili chiedono poi di contrarre matrimonio religioso e questo per due fattori: primo perché devono accedere ad un mutuo regionale per la casa, secondo, anche se in piccola percentuale, ci sono persone che ancora non sanno che esiste il matrimonio concordatario”. Inoltre, sottolinea ancora don Giorgio dal suo osservatorio: “È vero che dal punto di vista religioso ci sono molte richieste di annullamento, ma anche tanti di quelli celebrati civilmente chiedono il divorzio! Ora il problema è proprio culturale, investe la nostra società moderna e la stessa Chiesa: è il cosiddetto relativismo di questi nostri tempi, riportato da papa Benedetto. Per più di 30 anni il governo italiano, al contrario del resto dell’Europa, non ha mai incentivato e sostenuto seriamente una politica familiare, non per niente l’Italia è la nazione con meno natalità e la più vecchia rispetto agli altri paesi europei”. Effettivamente, sarebbe poi interessante valutare quanti dei matrimoni civili siano seconde nozze, rappresentando in questo caso una soluzione obbligata il rito in Municipio. “La Chiesa, grazie a papa Giovanni Paolo II e proseguendo con papa Francesco, sta rimettendo al centro la famiglia – ricorda in conclusione don Giorgio – vera cellula della società che crea e dà vita per abitare questa terra, secondo il fondamento biblico nella Genesi: crescete e moltiplicate e riempite la terra. Sia la Chiesa, che lo stesso Stato, devono avviare seriamente politiche familiari che aiutino le famiglie a non sentirsi sole e ad essere sostenute e non solo in funzionalità di un consumismo imperante!”.

Nozze Diocesi
Matrimoni religiosi e civili nella diocesi di Iglesias dal 2013 al 2016. Fonte: Elaborazione SIO su dati ISTAT
Nozze Sardegna
Matrimoni religiosi e civili nella regione Sardegna dal 2013 al 2016. Fonte: Elaborazione SIO su dati ISTAT
Tabella nuzialità
Matrimoni religiosi e civili nei Comuni nella diocesi di Iglesias dal 2013 al 2016. Fonte: Elaborazione SIO su dati ISTAT

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 23 del 24 giugno 2018

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