Iglesias. La storia delle confraternite, in un libro lo studio di Roberto Poletti

Poletti Confraternite
Un momento della presentazione del libro di Roberto Poletti “Le confraternite di Iglesias e i riti della Settimana Santa”. Foto di Efisio Vacca

di Giampaolo Atzei

La storia di una città attraverso il percorso religioso, storico e sociale delle sue confraternite. Su questa trama si sviluppa la nuova opera di Roberto Poletti “Le confraternite di Iglesias e i riti della Settimana Santa”, presentata sabato sera a Iglesias di fronte ad un numeroso pubblico nella chiesa di San Michele, l’oratorio dell’Arciconfraternita della Vergine della Pietà del Santo Monte. Questo pio sodalizio è l’unico superstite dei sei che hanno segnato la storia cittadina dall’alto medioevo a oggi. Dalle prime associazioni di batuts e penitenti, alle confraternite del popolo, sino alle discussioni e controversie che hanno segnato il sorgere e il consolidarsi dei suggestivi della Settimana Santa iglesiente: tutto è contenuto in quasi 300 pagine dalla lettura scorrevole, a dispetto della delicatezza del tema e del profilo scientifico che si è scelto nella narrazione. Titolo al merito di un’opera, edita dal Santo Monte e stampata dalla CTE di Iglesias, che è il frutto di uno scavo paziente negli archivi locale, dall’Archivio Storico Diocesano a quello comunale, e nell’Archivio di Stato di Cagliari. Peraltro, gli studi che hanno condotto al libro nascono dal laboratorio “Il mestiere del Storico”, promosso dall’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’Università di Cagliari nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro che ha visto gli studenti al lavoro proprio sul tema delle confraternite.
Santa Chiara, Santa Lucia e San Giuseppe, Vergine del Rosario, Anime purganti, San Marcello e Vergine della Pietà: sei titoli per sei devozioni e vocazioni differenti, che hanno visto impegnati migliaia di iglesienti nel corso dei secoli, in un’azione di preghiera, solidale assistenza ai bisognosi, ai condannati alla pena capitale. Oggi questa memoria rivive plasticamente nei riti della Settimana Santa, custoditi con attenzione, preservati e tramandati dalla quattrocentenaria Arciconfraternita del Santo Monte. Un tempo però, quando ancora esistevano tutte le confraternite, i riti paraliturgici erano animati da tutte le confraternite. Nel Seicento la prima processione a nascere fu quella de S’Incontru e poi quella de S’Inserru, con impegnati i sodalizi di Santa Lucia e San Giuseppe e del Santissimo Crocifisso di San Marcello. Venne poi, raccogliendo l’idea di analoghe celebrazioni già in uso a Cagliari, la processione del Descenso, quella dei Misteri e infine quella dell’Addolorata, con ogni confraternita che usciva per il canonico giro delle sette chiese. Oggi tutte le processioni sopravvivono con la sola regia del Santo Monte, cui si deve anche la cura della memoria storica raccolta nelle pubblicazioni che ogni anno vengono gratuitamente distribuite nelle manifestazioni di preambolo alla Settimana Santa.
Un impegno che è stato sottolineato sabato scorso dal conservatore Giacomo Orrù, introducendo la serata, e dal vicesindaco Simone Franceschi, che ha presentato il libro conversando con l’autore. Al termine, molti dei presenti hanno poi acquistato una bottiglia di vino delle Cantine Aru con un’etichetta speciale per il Santo Monte, il cui ricavato andrà a sostenere e finanziare le attività benefiche promosse dall’Arciconfraternita durante l’intero anno.

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