Storie al femminile, nel nome di Dio. Suor Freeda, dall’India al convento della Madonna delle Grazie

_DSC0918
Suor Freeda. Foto di Efisio Vacca

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 9 dell’11 marzo 2018


di Valeria Carta

Sono donne, giovanissime, e soprattutto consacrate a Dio. Una scelta radicale non priva di insidie e problemi. Suor Freeda, superiora del convento della Madonna delle Grazie, racconta la sua esperienza di religiosa, ma prima ancora di donna.

A quanti anni sei entrata in convento?
A 18 anni. Ho iniziato il mio cammino per diventare suora, e intanto ho insegnato inglese per un anno, ho studiato psicologia e ho lavorato in un orfanotrofio, dove ho capito che lavorare con i bambini mi piaceva tantissimo. Sono stata la segretaria della nostra madre generale fino al 2016, quando, il Signore mi ha chiamato qui.

Una vita intensa. Due scelte radicali: darsi a Dio totalmente e seguirlo ovunque. Come hai vissuto l’arrivo in Europa?
Non è stato facile. Avevo paura. Ma Dio, attraverso le mie consorelle, mi ha scelto. Qui ci hanno accolto e amato come figlie. La nostra paura si è trasformata in gioia.

Ti piacciono tanto i bambini. Come vive la maternità una suora?
Penso che questa vita mi abbia dato tanti bambini. La maternità per le suore è questa: aiutare gli altri come madri. Quando le persone vengono da noi, cercano Gesù e la pace. Quando so che qualcuno deve venire da me, io dico questo a Gesù: “quando parlo io sei tu che parli”.

Sei una “sposa” devotissima. Come ti sei innamorata di Dio?
Devo parlare della mia vocazione? (ride). All’età di 15 anni ho incontrato una suora che insegnava a scuola e che era molto affezionata a me. Ho detto, subito, a mia madre che volevo fare la religiosa anche io; però lei ha pensato che per me era troppo presto per prendere questa decisione. Quando ho finito di studiare nelle scuole che per voi sono le scuole superiori, ho espresso a mio zio, un sacerdote diocesano, questo desiderio che era rimasto in me. Allora lui mi ha portato in convento. Mia madre si è convinta solo quando ha visto che anche mio zio era d’accordo con me. Ho scoperto solo molti anni dopo che lei, in tutto questo tempo, pregava per me e la mia vocazione, nonostante la sua apparente contrarietà.

Prima la suora ha messo il semino, poi tua mamma nel segreto lo ha innaffiato, le donne nella tua vocazione hanno un ruolo determinante. E la Vergine Maria?
Lei è il nostro modello. Noi non andiamo a dormire senza il rosario. Mia mamma, in casa nostra, non ci dava la cena se prima non avevamo fatto tutti insieme il rosario. È lei che mi ha insegnato l’amore per la Madonna; quando ho fatto la mia professione definitiva, lei era morta da due mesi e ho pregato tanto per accettare questo dolore perché mia mamma era una grande donna e un grande dono.

Figlie, spose, madri e tanto altro. Com’è la vita di una consacrata in India?
Difficile, come capisci bene. Molte persone cercano di tentare la nostra vocazione, ma noi impariamo a vivere come Gesù prendendo la croce. Hanno molto rispetto del nostro abito occidentale, ma non tanto del sari.

Che cosa diresti a una donna in cerca di felicità?
Molte ci vedono e capiscono subito che noi abbiamo Gesù. Per questo credo che per loro sia bene fare qualunque cosa, ma farla con Gesù.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: