Sodalitas. Una mano tesa verso le povertà sommerse di Iglesias

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Esterno di Sodalitas, in via Amelia Melis De Villa a Iglesias. Foto di Efisio Vacca

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 45 del 24 dicembre 2017


di Miriam Cappa e Gianluigi Sulas

Da 27 anni si impegna a dare un pranzo caldo a chi ne ha necessità. “Tutto l’anno, non solo a Natale”, spiega Antonio Sias presidente di Sodalitas. È l’associazione che a Iglesias è in prima linea in vari fronti dell’assistenza alla comunità e porge un aiuto specialmente attraverso il servizio alla mensa in via Amelia Melis De Villa. Nel territorio è la sola opera di questo genere che ha dei ritmi di apertura così prolungati. “La mensa funziona sei giorni alla settimana – racconta – è chiusa solo domenica e per i festivi. In media forniamo intorno ai 120 pasti al giorno”. Ma volontari e operatori, quando la mensa non funziona, si preoccupano di fornire pacchi con derrate che permettano alle persone di andare avanti.
Nella sala da pranzo si trova sempre un menù vario e completo con un apporto calorico giusto per permettere di affrontare la giornata. “Primo, secondo, contorno, frutta e a volte dolci o pizzette”. Ci sono negozi o supermercati che portano i prodotti che non riescono a vendere e che il giorno dopo non sarebbero più utilizzabili. Per il resto nella dispensa c’è sempre spazio. Chi vuole può contribuire con donazioni. “È utile scatolame come tonno, carne a lunga conservazione, legumi, pelati, passata di pomodoro” ma anche qualunque ingrediente che aiuti a comporre un pasto: pastasciutta, carne fresca, verdure, olio, zucchero, sale, salsiccia, parmigiano e simili.
“Come tradizione per Natale – prosegue – anche quest’anno abbiamo organizzato il pranzo per i poveri, sarà il 22 dicembre”. È un momento di fraternità in cui tutti si incontrano alla stessa tavola.
Portare avanti un’opera come la mensa non è semplice, da parte dell’associazione richiede un grosso sforzo. “Solo le spese vive della gestione costano 47 mila euro”. Questa è la cifra senza viveri. “Con gli alimenti si sale a 60 mila”. Con i tagli al sistema della contribuzione da parte delle istituzioni è sempre più dura mantenere il passo richiesto dalla domanda, anche se il grande cuore di Iglesias è in moto, da tempo, per fare da supporto e ha attivato un meccanismo di rete. Ci sono vari organismi come la Caritas, club e associazioni che collaborano per tenere in piedi quello che per molti è l’unico pasto garantito della giornata. Nella perpendicolare di via Cattaneo bussa la realtà sommersa della città. Ci sono storie non solo di famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro ma anche delle persone sole. “Uno dei nostri obiettivi per il nuovo anno è stabilire un accordo più chiaro col Comune per dare garanzie di un servizio ancora più solido a chi è in condizioni di necessità”. Mk

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La Messa col vescovo nella parrocchia di San Paolo. Foto di Gianluigi Sulas

Il pranzo della solidarietà. Anche quest’anno, la sede della Sodalitas si è trasformata in un presepio vivente. Alla Vigilia del Natale, infatti, a rinascere nei locali di via Amelia Melis De Villa è stato il valore autentico della solidarietà, occasione propizia, per volontari, dirigenti e indigenti, di condivisione del significato del Natale che si avvicina, dando continuità al servizio quotidiano a favore della collettività.
Al pranzo di domenica scorsa hanno preso parte oltre un centinaio di ospiti, loro che giornalmente sono i testimoni di quanto l’associazione di volontariato cristiano opera nella trincea dell’emergenza sociale del territorio, grazie alla dedizione di quanti, gratuitamente, mettono a disposizione tempo e lavoro per i meno fortunati.
La mensa della fratellanza, anche in questo caso come da consuetudine, ha avuto inizio nella parrocchia di San Paolo, dove il vescovo di Iglesias, Giovanni Paolo Zedda, ha presieduto la santa messa alla presenza di una piccola rappresentanza di anziani, adulti e giovani, che ben conoscono quanto la Sodalitas realizzi per il territorio, servizio apprezzato e sostenuto dallo stesso pastore della chiesa locale, che si è soffermato sull’insegnamento di Gesù, a beneficio della verità, dell’amore e della carità. Al pranzo, in un clima di comunione, si è trattenuto anche il sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo, l’assessore comunale alle Politiche sociali, Clorinda Forte, insieme a diverse volontarie del gruppo di San Vincenzo De Paoli.
Il servizio giornaliero della mensa, i cui costi sono in parte coperti dal Comune, assicura agli indigenti un pasto caldo, che ciascuno può consumare nei locali del sodalizio o, come capita di frequente, nella propria casa: quotidianamente, sono circa 150 i beneficiari dell’opera della Sodalitas, i cui volontari assicurano anche il soccorso sanitario 118 e la consulenza familiare nell’adiacente consultorio diocesano.
Ogni anno, il ritrovarsi intorno al banchetto festante natalizio evidenzia anche i caratteri peculiari di un disagio sociale che racconta il dilagarsi delle nuove povertà, molte delle quali possono essere affrontate e superate solo grazie alla forza del gruppo, mentre altre richiedono un investimento più attento nell’accoglienza e nell’ascolto. “Il volontario – ha sottolineato il presidente della Sodalitas, Antonio Sias – si fa prossimo proprio a queste periferie esistenziali, aggiungendo una goccia di amore nell’oceano dell’indifferenza”. GlS

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L’ingresso di Sodalitas, in via Amelia Melis De Villa a Iglesias. Foto di Efisio Vacca

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