Al Museo dell’Arte Mineraria di Iglesias il “Presepe Iglesiente” di Claudio Paulis

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Foto di Efisio Vacca

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 45 del 24 dicembre 2017


di Giulia Loi

Osservando il presepe iglesiente si può fare un vero e proprio viaggio. Partendo da destra sono riconoscibili il monumento a Quintino Sella dell’omonima piazza, Corso Matteotti con gli ombrellini arcobaleno presenti fino a questa estate, la Cattedrale di Santa Chiara e il Castello Salvaterra. Dall’altro lato, il mare e le miniere: il faraglione Pan di zucchero, Porto Flavia, Pozzo Sella e i “fanghi rossi”. E al centro domina la Natività, collocata proprio sotto il colle del Buon Cammino con il relativo santuario, la grotta protetta da una tipica “armatura” delle miniere.
Questo è lo spettacolo che si presenta a chi visiterà il presepe costruito dall’artista Claudio Paulis, presso il Museo dell’Arte Mineraria a Iglesias, inaugurato il 16 dicembre e allestito in collaborazione con l’associazione Periti Minerari.
Claudio Paulis nella vita è strumentista di sala operatoria presso il CTO di Iglesias, e quella di costruire presepi è una passione coltivata da oltre 20 anni. Lavora quasi esclusivamente con materiali di recupero: cartoncino, cartone, buste di plastica, polistirolo, piccoli elementi di legno, sughero, scisto, sabbia, colla vinilica, il tutto colorato con acrilici. La ricostruzione del presepe iglesiente ha richiesto un anno per la realizzazione e un mese per l’allestimento.
Sono quasi 19 mila le piccole tegole realizzate a mano e utilizzate per ricoprire tutti i monumenti; in questo senso il pezzo più impegnativo è stato la chiesa di San Francesco e il suo chiostro, che ha richiesto più di 8 mila tegole. La realizzazione comprende nel complesso una quindicina di monumenti e circa 150 personaggi. L’allestimento diventa ancora più suggestivo se si spengono le luci: l’illuminazione colorata, intera ed esterna al presepe, permette di godere di una visione “notturna”. Non è da meno una serie di presepi tradizioni all’interno della stessa sala. L’artista Paulis è stato in grado, con un’opera di enorme pazienza, di stupire i numerosi visitatori che hanno affollato il museo sin dal giorno dell’inaugurazione.

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