I Gesuiti e la storia del Collegio di Iglesias, il nuovo libro di Roberto Poletti

Libro Poletti
Foto di Efisio Vacca

di Giulia Loi

La chiesa della Purissima, meglio conosciuta dagli iglesienti come “chiesa del Collegio”, sorge nel pieno centro storico della città di Iglesias. Dopo essere stato la storica sede del seminario vescovile, il Collegio adiacente alla chiesa ha ospitato negli anni più recenti il Liceo artistico e, ancor prima, l’Istituto tecnico Fermi, dove generazioni di Iglesienti, e non solo, hanno studiato da ragionieri e geometri. Costruita verso la fine del 1600, caratteristica la sua facciata semplice che si contrappone a un interno sfarzoso, la chiesa del Collegio è sempre stata un punto di riferimento per la città, ma forse pochi conoscono la storia dell’intero complesso costruito dai gesuiti, approdati a Iglesias nel 1580, di cui la Purissima faceva parte. Ora, su questa complessa storia arriva a far luce il nuovo libro di Roberto Poletti, “Il complesso ex gesuitico di Iglesias – Note storiche e documenti d’archivio”, (Susil edizioni, Carbonia 2017).
Il lavoro di Poletti è frutto di uno studio condotto attraverso una grande mole di documenti consultati presso gli archivi della città, in collaborazione con l’Università di Cagliari, collaborazione importante in quanto l’università è chiamata ad approfondire le notizie del territorio di appartenenza. In questo senso, l’opera si rivela profonda e ricca di interessanti novità, espressione di una ricerca che ha coinvolto varie sezioni dei beni culturali, utile non solamente alla città di Iglesias, riuscendo a oltrepassarne il confine.
Il libro, con prefazione di Bianca Fadda e Alessandra Pasolini, comprendente un catalogo delle suppellettili sacre a cura di Fabrizio Tola, è stato presentato il 7 dicembre all’auditorium al palazzo vescovile di Iglesias in occasione di un convengo compreso nelle attività di Officina Ecclesiensis, il laboratorio di ricerca, promosso dall’Ufficio beni culturali della diocesi di Iglesias insieme al Dipartimento di storia, beni culturali e territorio dell’Università degli Studi di Cagliari, che lavora nel campo dell’educazione, della comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale nel senso più ampio del termine; promuove ricerche e sperimenta iniziative per mettere in atto percorsi di conoscenza e di divulgazione dei beni culturali del territorio della diocesi di Iglesias, in dialogo con le istituzioni, la comunità locale e in un clima di apertura verso coloro che vogliono condividere lo spirito e le iniziative.
Il convegno è stato introdotto dagli interventi di don Carlo Cani, direttore dell’Ufficio beni culturali e arte sacra della diocesi di Iglesias e di Cecilia Tasca, docente di archivistica e biblioteconomia dell’Università degli Studi di Cagliari. Sono stati approfonditi i temi legati alla storia dei Gesuiti in Sardegna e al contesto storico-artistico isolano in epoca moderna, grazie al padre gesuita Guglielmo Pireddu, docente di storia della Chiesa, a Lucia Siddi, già funzionario della Soprintendenza ai BAP-PSAE di Cagliari e Oristano, e a Marcello Schirru, ingegnere e storico dell’architettura. Tanti gli argomenti toccati durante la serata, dalla ricchezza degli archivi, meritevoli di uno studio continuo, alla ricerca attiva e destinata a proseguire tra Iglesias e Cagliari, di cui questo libro è chiara espressione.
Con i suoi contenuti il lavoro rispecchia le attese e colma alcune lacune a vuoti storici sull’attività dei Gesuiti a Iglesias; dal libro inoltre emergono con chiarezza le difficoltà e i lunghi tempi che potevano subentrare nella costruzione di un’opera architettonica impegnativa come il complesso gesuitico iglesiente, opera che ha richiesto tempo e risorse, i rapporti tra le maestranze e i committenti, tutte vicende che si sono svolte nell’arco di più di un secolo.
Dopo il convegno, è stato possibile visitare la chiesa della Purissima, a cura dell’associazione di volontariato ItinerArtis, e il Museo diocesano, guidati dalla direttrice Silvia Medde, dove sono esposti parte degli oggetti sacri appartenuti ai Gesuiti. La diocesi e l’università hanno quindi potuto nuovamente collaborare, insieme all’associazione ItinerArtis, voce narrante degli eventi. È stato reso possibile un lavoro di tutela e di valorizzazione dei beni a 360 gradi: il museo, la biblioteca, l’archivio e le relative fonti, le chiese, creano una rete di contatti e di contenuti messi a disposizioni di tutti, per la valorizzazione del nostro territorio, anche fuori dai suoi confini.

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