Domusnovas, bambini “Aspronauti” alla scoperta della storia della Sardegna

Aspronauti

di Maria Giovanna Dessì

Il progetto Aspronauti, finanziato dalla legge regionale 14 settembre 1993 n.44, nasce con l’obiettivo di accompagnare gli alunni della scuola primaria di Domusnovas alla scoperta dell’importanza delle celebrazioni di Sa Die de Sa Sardigna.
In questo viaggio i 50 bambini scopriranno i personaggi centrali nella storia dell’epoca: Giovanni Maria Angioy, Giorgio Asproni, Giuseppe Mazzini, Francesco Ignazio Mannu e Giuseppe Maria Garibaldi. In occasione dell’ottantesimo anniversario della morte del celebre pensatore sardo un focus particolare sarà dato al pensiero di Antonio Gramsci. Quattro gli incontri previsti a partire dal 6 dicembre e fino al 20 dello stesso mese. Attraverso la lettura di alcune pagine del Compendio di storia della Sardegna, si racconterà agli alunni la passione e dedizione dell’Asproni verso quella che lui definiva la “patria sarda”. Grazie inoltre alla lettura dei quotidiani dell’epoca e di alcune pagine dei diari del politico Bittese si punterà l’attenzione sull’importanza dell’informazione e della comunicazione allora come oggi.
L’ascolto del canto di protesta popolare Su patriottu Sardu a sos feudatarios di Francesco Ignazio Mannu, Cavaliere e Magistrato, faciliterà il racconto dei drammatici eventi vissuti dal popolo sardo dopo i fatti del 28 aprile 1794, giorno in cui iniziò la rivolta guidata da Giovanni Maria Angioj. L’opera, tra i canti popolari più antichi d’Europa, evidenzia la forte identità del popolo sardo e la sua propensione alla ricerca della democrazia e della giustizia anche attraverso la lotta al potere ingiustificato dei feudatari. Questo inno “Su patriotu sardu a sos feudatàrios”, meglio conosciuto come “Procurade ‘e moderare”, è stato pubblicato per la prima volta in Corsica nel 1794, esprime la volontà di riscatto dell’isola.
Accanto a questi momenti informativi sulla storia, tenuti dall’esperta in lingua e storia sarda Maria Doloretta Lai, si svolgeranno dei laboratori artistici che avranno l’obiettivo di tradurre, attraverso il linguaggio visivo, ciò che i bambini hanno appreso nel percorso. A coordinarli i due artisti Carlo Spiga e Emiliana Sabiu, che utilizzeranno la tecnica del “graphic recording” per sintetizzare e mettere in memoria tutto ciò che viene detto, appuntandolo sia in sardo che in italiano e disegnandolo su pannelli che rimarranno poi alla scuola, opera d’arte collettiva esito della collaborazione tra gli artisti e gli scolari.
Le parole chiave (in italiano e sardo) e le immagini costruiranno inoltre le brochure, realizzate dal grafico Paolo Soletta, documenti che aiuteranno i bambini a ricordare i punti chiave del progetto anche dopo la fine delle attività.
Terminati i laboratori gli alunni guidati dagli esperti e dagli insegnanti visiteranno la casa di Antonio Gramsci, nel centro storico di Ghilarza, paese di circa 4.500 abitanti nella media valle del fiume Tirso in provincia di Oristano. Luogo dove Antonio Gramsci visse dal 1898 al 1911, dai sette ai vent’anni. Oltre alla visita i bambini divisi in gruppi dovranno ricostruire la casa-museo attraverso delle sagome disegnate dal pro-nipote di Antonio Gramsci, Luca Paulesu, autore della fanta-biografia dal titolo “Nino mi chiamo”. In questo modo, visitando e ricostruendo la casa, i piccoli visitatori potranno rivivere le storie della famiglia Gramsci e scoprire come si viveva tra le mura di questo luogo.

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