Buggerru ricorda Franco Manis, una serata nell’ex centrale elettrica

Buggerru

di Federico Matta

Nella sala dell’ex centrale elettrica di Buggerru è stato ricordato lo scorso 2 dicembre lo scrittore Franco Manis, scomparso recentemente a causa di un male incurabile. Amici e conoscenti hanno voluto portare sui banchi del Consiglio comunale, davanti ad un pubblico numeroso, le testimonianze di un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca, al racconto e alla valorizzazione della storia del centro ex minerario. “Quando ci siamo incontrati lo scorso 4 settembre, in occasione della commemorazione dell’eccidio dei minatori del 1904 – ha raccontato il primo cittadino di Buggerru Laura Cappelli – signor Franco mi ha detto: ‘Laura io ti devo ringraziare, poi il perché te lo dirò in un’altra sede’. Successivamente non ci siamo più visti e non ho mai capito per cosa mi dovesse ringraziare. Io ritengo che siamo noi buggerrai, che dobbiamo ringraziare lui, per tutto il lavoro svolto, sempre col fine di salvaguardare la memoria storica del nostro paese”. Il discorso del sindaco è stato il primo di una lunga serie d’interventi, che hanno evidenziato la straordinaria personalità del primo studioso del passato di Buggerru, sempre attento a coinvolgere gli altri nei suoi lavori, facendo in modo che si continuasse con la strada da lui tracciata e che l’amore per il suo paese natio rappresentasse un valore di riscatto e sviluppo, soprattutto per le future generazioni. Una passione per la miniera, che spesse volte lo ha messo in relazione con altri attenti studiosi del mondo minerario, anche nella città che l’ha poi ospitato, Iglesias. “Parlare di Franco è un onore – ha sottolineato nella sua testimonianza il geologo iglesiente Luciano Ottelli – ho conosciuto Franco Manis appassionato e innamorato del suo paese. Credo che Buggerru gli debba molto. Ha ricostruito la sua storia e ne parlava con continua enfasi. Senza conoscere questo posto ho imparato a memoria tutti i nomi delle gallerie e delle storiche strutture minerarie. Ho conosciuto un mondo, per il quale lui viveva”. Alla presenza dei suoi cari, è stato presentato il cortometraggio realizzato da Renzo Licciardi, che “il suo Buggerru ha voluto dedicare con grande gratitudine”. Una gratitudine per le sue grandi doti umane. “Franco noi lo dobbiamo ricordare non solo come storico ma anche come uomo – ha precisato l’ingegnere Stefano Massole, parlando degli anni della giovinezza trascorsa con gli amici – perché sicuramente l’angelo che lo ha riportato in cielo, l’ha consegnato al Signore con molto orgoglio. Le tantissime doti che gli aveva dato quando era giovanissimo, lui nel corso della sua vita le aveva raddoppiate”. La serata si è conclusa con l’impegno di dedicare a Franco Manis una piazza. Poi l’impegno di proseguire con la tutela, attraverso la conoscenza, di uno dei più importanti centri minerari italiani. Insomma, con la promessa di continuare su quella strada da lui tracciata tanti anni fa e che va percorsa con lo stesso amore che lui nutriva per la sua Buggerru.

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