Una giornata di studio per Antas, tra archeologia e miniere

Antas

di Federico Matta

Miniere e siti archeologici, un immenso patrimonio che può essere valorizzato, per dare forza allo sviluppo del turismo ambientale e culturale. Di questo e altro, si è parlato di recente a Fluminimaggiore in un seminario, organizzato dalla cooperativa Start Uno e intitolato “Antas, tra archeologia e miniere”. Una giornata di studio, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore turistico – culturale e tanti esponenti della politica locale e regionale. Le esperienze maturate dagli operatori locali in questi ultima anni, con la gestione dei siti minerari e archeologici, sono stati l’avvio di un lungo dibattito, dove l’unico filo conduttore è stato la tutela della storia del territorio e la corretta utilizzazione delle testimonianze del passato ai fini turistici. “Abbiamo iniziato nel ’96 con le escursioni guidate, che ci hanno permesso di capire come muoverci e quali potevano essere le potenzialità del territorio – ha raccontato Sabrina Spagnuolo, presidentessa della coop Start Uno – Poi abbiamo aperto un ufficio turistico, per accogliere i visitatori che si sarebbero recati nella nostra zona. Gestendo l’importante area archeologica di Antas, ci siamo accorti, soprattutto negli ultimi anni, che la miniera sta diventando un punto di forza del territorio. Sono tante, infatti, le scuole e le comitive che ci chiedono di poter visitare Antas assieme ai siti minerari. Questa è l’occasione per focalizzare l’attenzione su quello che sta diventando un attrattore per i turisti. Vogliamo valorizzare le risorse e collaborare con chi gestisce i siti minerari. Naturalmente, tutto deve avvenire in seguito a un’adeguata promozione e pubblicità dell’offerta turistica”. Valorizzazione e promozione. Un compito, spesso, portato avanti dagli stessi operatori locali e che richiede ingenti investimenti. “L’intenzione è quella, subito dopo approvato il bilancio, di mettere a disposizione più risorse per fare comunicazione e un’adeguata campagna pubblicitaria – ha precisato Tarcisio Agus, commissario del Parco geominerario – con la produzione di materiale informativo e quant’altro. Naturalmente ogni sito va migliorato, attraverso lo strumento di programmazione e negoziato. Bisogna fare in modo che il turista rimanga nel territorio. Soltanto così possiamo creare il così detto turismo endogeno, che ci consente di far nascere altre imprese e di sviluppare un sistema territoriale, creando economia e occupazione”. Il moderatore del convegno era il direttore del web magazine Geoparchi Online, Alessandro Baldasserini. “Le potenzialità di questo territorio sono enormi – ha rimarcato Baldasserini – è uno dei pochi posti che ha una molteplicità di offerte. Oltre che per l’archeologia e per la geologia, tutto il territorio si presta bene per il trekking e il freeclimbing, senza poi dimenticarci delle tradizioni locali e della gastronomia. Un contesto che non ha rivali al mondo. Bisogna però utilizzare al meglio, con l’impegno di tutti, compreso della politica”.

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