L’incubo della Lingua Blu minaccia di nuovo le campagne sarde

di Federico Matta

Dopo un’estate torrida e segnata dalla grande siccità, per gli allevatori sardi è tornato l’incubo della Blue Tongue. Secondo una stima della Coldiretti Sardegna, sarebbero oltre 9 mila i capi già morti e altrettanti con sintomatologia riconosciuta. Nel Sulcis Iglesiente la percentuale dei casi d’infezione da “Morbo della lingua blu” e più specificatamente del sierotipo 4, rispecchierebbe di gran lunga quella regionale, con gravi danni alle aziende zootecniche, soprattutto nei territori di Domusnovas, Musei e Villamassargia. “Come su tutto il territorio sardo – spiega Emanuele Spanò, responsabile provinciale della Coldiretti – anche nel Sulcis Iglesiente i casi di Blue Tongue che stanno colpendo gli allevamenti ovini sono tantissimi, tanto che si è sempre in allerta, soprattutto per le conseguenze che l’epidemia potrebbe arrecare ai bilanci delle aziende”. La Blue Tongue è una malattia infettiva che colpisce i ruminanti domestici ma anche selvatici, in particolar modo le pecore. I sintomi dell’infezione sono solitamente la febbre catarrale, l’epifora, la scialorrea, lo scolo nasale e la cianosi della mucosa linguale. Da qui anche il nome di “Lingua Blu”. Un’infezione che con l’aggravarsi, porterebbe al sopraggiungersi di trombosi e necrosi ischemiche, sino ad arrivare alla morte degli animali infetti. Il virus, conosciuto con il nome “Btv”, viene trasmesso attraverso la puntura del moscerino del genere Culicoides, che nel giro di pochi secondi riesce a raggiungere le cellule del sangue e soprattutto i globuli rossi. Naturalmente le alte temperature e le piogge di fine estate, favoriscono il proliferare del vettore Culicoides. Non a caso, infatti, le regioni più colpite in Italia sono quelle che si affacciano nel Mediterraneo e che risentono maggiormente delle correnti e delle perturbazioni provenienti dall’Africa, dove probabilmente si è generato il virus. “Con l’arrivo del freddo – aggiunge Spanò – il propagarsi dell’epidemia va gradatamente a diminuire, fino a scomparire del tutto. Per debellare il virus, però, bisogna raggiungere una temperatura sotto i 10 gradi e per i capi già contagiati, purtroppo, sarà difficile la guarigione”. Dopo l’emergenza siccità, per i tanti addetti del settore ovi – caprino si annuncia un proseguimento dello stato di crisi, per via della Blue Tongue. “I danni subiti dagli allevatori sono ingenti – conclude Emanuele Spanò – oltre alla moria dei capi di bestiame e alla mancata produzione di latte, dobbiamo aggiungere i numerosi aborti causati dalla malattia alle pecore. Come sappiamo, nelle prossime settimane si sarebbero dovuti macellare gli agnelli in vista delle festività di Natale. In questo senso i mancati introiti da parte degli allevatori sono abbastanza considerevoli. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Sardegna un intervento serio e concreto, affinché tutto il comparto agricolo e zootecnico, possa contrastare quest’annata, già compromessa dalla siccità e ora ancor più martoriata dalla Lingua Blu”.

blue tongue

 

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