Cent’anni fa, la Rivoluzione d’Ottobre

Assalto
San Pietroburgo. L’assalto al Palazzo d’Inverno.

di Jacopo Casula

Tutto iniziò con un colpo di cannone, sparato contro i palazzi del potere da una nave che doveva simboleggiare l’orgoglio e la forza militare russa. Quella che tutti conoscono come Rivoluzione d’Ottobre iniziò in realtà una mattina di novembre, a causa della discrepanza che esisteva tra il calendario giuliano in uso in Russia e quello gregoriano, utilizzato in Occidente.

A 100 anni dalla rivoluzione. La mattina del 7 novembre 1917, il 25 ottobre secondo il calendario giuliano, a San Pietroburgo i marinai rivoluzionari si impadronirono dell’incrociatore Aurora, e iniziarono a sparare contro il Palazzo d’Inverno, la sede del governo. Era il segnale dell’inizio dell’insurrezione bolscevica, un movimento cresciuto dopo la prima Rivoluzione di Febbraio, fino a diventare maggioritario tra gli operai che avevano costituito i primi Soviet e avevano assunto la guida del processo rivoluzionario. Nel giro di poche ore, prima San Pietroburgo, e poi tutte le principali città della Russia europea, caddero nelle mani dei bolscevichi, e Vladimir Lenin, il loro leader, si presentò come l’uomo forte in grado di dare inizio al cammino dell’Unione Sovietica e di quella che, nelle sue intenzioni, doveva trasformarsi in una rivoluzione mondiale. Quella che era nata come una fazione minoritaria all’interno del movimento operaio russo, si trasformò nella sua guida, ed iniziò la grande tragedia della guerra civile, della dittatura del proletariato e del “comunismo di guerra”, con i suoi milioni di morti causati dalle carestie, utilizzate dal governo come un’arma contro le popolazioni che si opponevano alla collettivizzazione forzata.

I cristiani e le persecuzioni. In pochi mesi vennero cancellate istituzioni che sopravvivevano da centinaia di anni, la monarchia zarista, la Chiesa Ortodossa e l’alleanza tra il trono e l’altare che era stata uno dei pilastri dell’ordine costituito. Per i cristiani iniziò uno dei periodi più tragici, fatto di dure persecuzioni, di isolamento e di violenze, da parte di un regime che faceva dell’ateismo la sua bandiera. Migliaia di Chiese vennero confiscate, sconsacrate, demolite, ma le ferite più profonde riguardarono le persone uccise a causa della propria fede. i cristiani pagarono il prezzo più caro, per il loro essere così lontani dal materialismo dell’elite che aveva raggiunto il potere, per il loro opporsi con la sola testimonianza e per il loro essere l’emblema di quella Russia che la rivoluzione voleva cancellare. Secondo lo storico Dimitry Pospielovsky, che ha realizzato una monumentale opera sulla storia delle comunità cristiane negli anni dell’Unione Sovietica, oltre 50.000 religiosi vennero uccisi sotto il regime di Lenin e sotto la dittatura di Stalin, mentre secondo la Chiesa Ortodossa, nel corso del XX secolo circa 50 milioni di persone sono morte in Unione Sovietica a causa delle persecuzioni contro i cristiani. La distruzione, nel 1931, della Cattedrale di Cristo Salvatore, a Mosca, la più grande Chiesa Ortodossa mai costruita, rappresenta l’immagine emblematica di quella che ha rappresentato una delle più grandi tragedie della storia contemporanea

Il dibattito sull’eredità. Numeri inequivocabili, che però ancora oggi sono al centro del dibattito, un discorso sull’eredità del movimento comunista e della Rivoluzione d’Ottobre, che ancora oggi, a 100 anni di distanza, non si riesce a storicizzare e a sottrarre dall’ambito della lotta politica. Ad un secolo dalla Rivoluzione e a 25 anni dalla fine dell’Unione Sovietica, il mondo di oggi ha perso il suo contraltare. Da una parte, quella che il politologo Francis Fukuyama chiamava la “Fine della storia”, ha sancito il trionfo di un liberalcapitalismo che ha perso per strada la sua nemesi storica, un evento che ha dato vita ad un nuovo ordine mondiale nel quale i poteri non sono più bilanciati. Forse era quello il principale aspetto positivo della Rivoluzione d’Ottobre, e del “socialismo reale”, fornire un’alternativa e dimostrare che non esiste solo un libero mercato senza regole.

 

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